Damascelli e il pistolotto su Spalletti: perchè non ricorda le Allegrate educative tra campo e tv?

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Damascelli e il pistolotto su Spalletti: perchè non ricorda le <i>Allegrate</i> educative tra campo e tv?

Il giornalista stamattina ha scritto di educazione da retrocessione da parte di Spalletti

Calcio Napoli - Stamattina in edicola su Il Giornale è apparso un pezzo di Tony Damascelli il quale, commentando la scena a fine gara di Luciano Spalletti che va a cercare Massimiliano Allegri per dargli la mano, ha scritto: "A fine partita Luciano Spalletti con postura viscida e falsa ha offerto la stretta di mano ad Allegri che stava filando verso lo spogliatoio, il livornese infine si è fermato, ha salutato il sodale sfiorandolo con un carezza. Spalletti è lo stesso che aveva rifiutato il gesto cortese con Rui Vitoria, allenatore dello Spartak Mosca, ora è sicuramente e meritatamente da scudetto ma la sua educazione, anche nei confronti dei colleghi e dei cronisti, è da retrocessione". 

Una narrazione della vicenda piuttosto pittoresca, specialmente l'utilizzo dell'aggetivo viscido riguardo la postura che - a detta di Damascelli- avrebbe avuto Luciano Spalletti a fine gara. Premesso che la libertà di pensiero va sempre rispettata, all'esperto giornalista del quotidiano Il Giornale andrebbe ricordato che è buona norma salutare l'avversario a fine gara (a prescindere dall'atteggiamento pittoresco o meno). Massimiliano Allegri, quando gioca in casa, ha l'usanza, che vinca o perda, di farsi spalancare le porte dello spogliatoio per scappare via senza salutare nessuno. Tra l'altro l'allenatore della Juventus in passato si è reso protagonista di alcuni scivoloni non proprio educativi. Ricordiamo gli insulti in faccia al quarto uomo Di Liberatore in un Fiorentina-Juventus a cui il 'Conte Max' urlò: "Testa di cazzo!". Per non parlare poi di una intervista rilasciata 12 anni quando a Le Iene disse di Spalletti: "Pelato". 

Sull'episodio non saluto di Spalletti a Rui Vitoria va ricordato cosa dichiarò il tecnico della SSC Napoli sull'accaduto: "Lui non è venuto a salutarmi all'inizio. Si saluta all'inizio, non alla fine perché hai vinto. Lui dice che all'inizio non c'ero. Dopo un minuto sono arrivato, siamo a dieci metri e può venire a darmi la mano. Troppo facile salutare alla fine perché hai vinto la partita, si saluta all'inizio dando il benvenuto". Dare la mano a fine gara è un valore al quale Spalletti tiene molto da quando fa l'allenatore. Quando la sua Roma vinse 7-0 sul Catania, aspettò gli avversari all'entrata degli spogliatoi dell'Olimpico per dargli la mano ed incoraggiarli. Peccato che l'episodio non piacque a Pulvirenti e lo Monaco che videro una presa in giro da parte di Luciano il quale fu reo di aver voluto infierire sugli etnei sul campo quando la gara era già bella che chiusa.

Spalletti e Allegri sono due toscanacci, hanno ironia e spesso non si prendono neanche troppo sul serio. Criminalizzare Luciano per un gesto di fair play sembra davvero fuori luogo. A Damascelli, che ha sempre criticato Allegri in maniera aspra, consigliamo di citare anche le varie 'allegrate' commesse in questi anni sotto l'aspetto della buona educazione. Bisogna saper perdere, evidentemente Max non lo ha ancora imparato.

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