Inchiesta ultrà, Ferdico si pente: i giocatori coinvolti, patto con la Sud e la 'ndrangheta

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Autore Giuseppe Foria Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Dopo Andrea Beretta anche Marco Ferdico, ex capo ultras dell'Inter, si è pentito. È quanto emerge da tre verbali di interrogatorio, anticipati dal Corriere della Sera, in cui il 41enne a processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi oltre a confessare il proprio ruolo nell'assassino del 29 ottobre 2022 in cui l'ex capo del gruppo 'Boys San' è stato freddato fuori da casa sua prima di Inter-Sampdoria, chiarisce il ruolo di altri partecipanti all'attentato e quello della 'ndrangheta nella gestione del tifo organizzato a San Siro. Per "tenere la Curva Nord di Milano" ci "voleva la 'ndrangheta, glielo ho detto io, e Beretta può confermarlo", ha messo a verbale Ferdico.

Gli interrogatori sono stati resi dall'ultras, assistito dall'avvocato Francesco Provenzano, il 30 maggio, 9 giugno e 22 giugno 2026 davanti ai pubblici ministeri Paolo Storari e Stefano Ammendola. L'ex uomo dei social della Curva Nord, già condannato a 9 anni per associazione a delinquere aggravata dall'agevolazione mafiosa, parla anche del co-imputato Mauro Nepi, ex lancia-cori della Nord, l'unico che ha potuto scegliere il rito abbreviato e il cui processo inizierà martedì 7 luglio: "Nepi era impaziente di eseguirlo (l'omicido, ndr)", ha detto Ferdico. "Più volte veniva da me dicendo 'quando lo facciamo? Quando lo facciamo', e lo stesso faceva con Beretta".

Poi la rivelazione su Federico Dimarco, difensore e centrocampista dell'Inter e della Nazionale, "era pronto a regalare tre anelli con brillante" all'ndranghetista Antonio Bellocco e ai capi ultras dell'Inter, Andrea Beretta (killer dello stesso Bellocco il 4 settembre 2024 a Cernusco sul Naviglio) e Marco Ferdico. Raccontando ai pm della sua vicinanza con calciatori dell'Inter e manager, il 41enne è tornato sui "rapporti col calciatore Dimarco". "In occasione dello scudetto della seconda stella ci aveva promesso, a me e a Beretta, un anello con un brillante". Ha precisato di essere andato lui da "Andrea Opi", manager di Dimarco, chiedendo un "presente" per la curva. "Lui mi ha risposto che era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con il brillante, che del resto aveva fatto come regalo a tutta la squadra". Secondo il racconto di Ferdico, l'intermediario sportivo avrebbe fatto presente che il terzino sinistro "si lamentava" perché "voleva un coro nuovo per lui". "Si lamentava che mentre quello fatto a Calhanoglu (il centrocampista turco, ndr) - era particolarmente bello quello suo lo era meno".???

Ferdico poi ha raccontato la genesi dell'accordo con la Curva Sud. Sarebbe stato Rosario Trimboli, presunto narcotrafficante internazionale con legami con la 'ndrangheta, a dare il via libera al "patto" tra capi ultrà delle curve interista e milanista di San Siro "in virtù del quale chiunque fosse andato in finale" di Champions nel 2023, dato che le due squadre si scontravano in semifinale, "avrebbe dato il 30% dell'incasso all'altro". Quando Ferdico, Antonio Bellocco, pure lui ex del direttivo della Nord e dell'omonimo clan della 'ndrangheta, ucciso nel 2024 da Andrea Beretta, e Matteo Norrito, altro ultrà arrestato nella inchiesta "doppia curva", andarono a discutere di quel patto da stipulare, stando al verbale, l'allora capo della Sud milanista Luca Lucci "non ci rispose immediatamente".

Venne consultato, infatti, "Sarino Trimboli", che diede "l'assenso" facendo arrivare pure a Bellocco una frase che suonava così: "ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina".

Nei verbali di Ferdico, oltre a diversi altri dettagli sull'omicidio del 2022 dell'ex storico capo ultrà interista Vittorio Boiocchi (Beretta, Ferdico e altri sono a processo in Assise), l'ex leader della Nord racconta pure che Beretta diceva di avere "la protezione" di quello che chiamava "un politico di estrema destra, soprannominato 'il principe', che io identifico in tale Costacurta Matteo". E ancora: "Sono poi a conoscenza che Costacurta è stato arrestato per svariati tentati omicidi". Costacurta risulterebbe legato in passato a Fabrizio Piscitelli, detto "Diabolik", capo ultrà laziale ucciso nel 2019.

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