06-12-2025
11:15
Ultime notizie SSC Napoli - Fischi o applausi per Luciano Spalletti? 911 giorni più tardi, rieccolo al Maradona, stavolta però per Napoli-Juve sulla panchina bianconera, ma col tattoo dello scudetto partenopeo sul braccio sinistro. Ma come si comporterà la città? Come si comporterà lo stadio in cui per la terza volta aveva saputo portare uno scudetto?
L'edizione oggi in edicola de Il Mattino ha intervistato alcuni VIP napoletani per chiedere come accoglieranno Luciano Spalletti:
Maurizio Aiello, attore napoletano e super tifoso azzurro spesso presente sugli spalti a Fuorigrotta: «Sarò allo stadio con mio figlio domani sera, non mi unirò ai fischi per Spalletti se ci saranno. Eviterò anche per mostrare sportività a chi è più giovane, ma soprattutto perché Luciano resta un pezzo importante della storia del Napoli. Dico la verità, il suo gesto ha pesato per me molto più di quello che fu di Sarri, non mi è piaciuta la modalità con cui è finito a Torino. Ma capisco anche che debba riscattarsi, non come uomo ma come allenatore dopo il tonfo nazionale». C'è qualcosa che non si cancella: «Le sue vittorie a Napoli e anche quel tatuaggio che porta sul braccio. Lo stimo molto per quello che ha lasciato come allenatore».
Il notaio Dino Falconio, anche lui sarà allo stadio domenica per l'imperdibile occasione: «Anche io non sono per i fischi a Spalletti. Il toscano ha fatto una scelta. Forse l'unico errore commesso, più che andare alla Juventus, fu quella intervista da Fazio in cui accennò al non allenare più altre squadre italiane dopo il Napoli. Oggi il Napoli è Conte e di conseguenza Conte è il Napoli. Pensiamo solo a questo».
Eduardo Tartaglia, l'attore napoletano da anni appassionato di cose azzurre: «Fischiare? Ci sta, ma sempre nella sportività che deve contraddistinguerci. Noi tifosi napoletani dobbiamo fischiare lo Spalletti juventino, l'avversario che dobbiamo provare a battere nei 90 minuti in campo. Per lui abbiamo nutrito grande affetto, ci ha regalato grandi gioie, però domenica sera sarà un avversario. E in quanto tale va atteso. Da quando seguo gli azzurri, solo uno juventino è riuscito nell'impresa di non farsi fischiare a Fuorigrotta: era Dino Zoff. Tutti gli altri, fino a Sarri, hanno ricevuto pari trattamento. E in fondo è anche giusto così. Basta chiedere a Conte, quando veniva qui da avversario. Ho la sensazione, però, che senza l'esperienza negativa in nazionale, Spalletti non avrebbe accettato così la Juventus».
Chi sa bene cosa significhi salire sul ring è Clemente Russo, il super pugile col cuore da tifoso: «Nei 90 minuti della gara è giusto affrontare Spalletti da avversario vero, ancor di più se da juventino» ha spiegato «Domani sera ci sarà il tutto esaurito allo stadio, è comprensibile fischiare un avversario come lui. Ma mi piacerebbe se la fine della partita potesse poi riservare grande sportività. E quindi magari immaginare Conte e Spalletti abbracciarsi davanti al pubblico del Maradona, un po' come i pugili fanno alla fine dell'incontro o come i rugbisti nel terzo tempo».

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