Cronache di Napoli sul futuro di Benitez: "Solo una cosa può scongiurare il suo addio"

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Cronache di Napoli sul futuro di Benitez: Solo una cosa può scongiurare il suo addio

La risposta alle frecciate di Aurelio De Laurentiis (“Chi vuole restare a Napoli deve dirlo”) sul suo futuro, Rafa Benitez la dà ma alla sua maniera. Senza invettive e senza polemiche, ma con parole chiare e che lasciano poco spazio alle interpretazioni. “Ho parlato col presidente qualche settimana fa e ne riparleremo tra qualche mese e vedremo dove siamo, non solo a livello di classifica ma anche col progetto”: le parole del tecnico di Madrid vanno dritte al bersaglio. Senza le garanzie già chieste invano dalla scorsa primavera (un Napoli forte in campo ma anche organizzato e strutturato fuori), il suo contratto è destinato ad esaurirsi alla sua scadenza il prossimo 30 giugno. Un'altra mossa sulla scacchiera, l'ennesima del tormentone panchina. Don Aurelio ha provato a spedire la palla nella metà campo di Benitez ma Don Rafè, uomo esperto e intelligente, gliel'ha rinviata subito: dipende dal patron trasformare la proposta di rinnovo da atto dovuto a fondamenta di un nuovo progetto. “Ora comunque non è il momento di distrarsi, parlerò coil presidente tra qualche mese del futuro” taglia corto Benitez. Difficile quantizzare i tempi ma il rischio concreto è che l'argomento si affronti non prima di marzo. Altrettanto difficile pensare, vista anche la chiusura totale del patron a investimenti su stadio, vivaio e mercato, che da qui a due o tre mesi la situazione possa cambiare. Né e pensabile che un Napoli terzo a fine stagione e di nuovo qualificato ai preliminari di Champions possa cambiare le carte in tavola. “Non c'entra nulla, io penso al Cesena: non voglio distrazioni, siamo professionisti e la gara del Manuzzi rappresenta la priorità” conferma Rafa, che ovviamente ha già iniziato a guardarsi intorno così come sta facendo già da tempo De Laurentiis, che ha contattato Spalletti, Mihajlovic, il gran favorito per la successione, e Montella. “Ho avuto qualche offerta” dice riferendosi alla corte serrata del Liverpool e del Newcastle ma anche da proposte arrivate per diventare ct di nazionali ritenute però non di primo piano. Corretto sino in fondo, Rafa si è limitato ai contatti perché, spiega, “sono impegnato al 100% col Napoli e quindi non ho dato risposte”. Sa bene, Rafa, che stringere mani già oggi darebbe a De Laurentiis l'opportunità di appiccicargli addosso l'etichetta dell'uomo ambiguo, di quello che già pensava al futuro pur guidando ancora il Napoli. In una parola, un traditore, lo stesso epiteto che aveva marcato a fuoco Mazzarri, Lavezzi o Cavani. “Ne riparleremo col presidente tra due o tre mesi, non è scontato che io vada via” ripete lui, che però rispetto al suo predecessore sulla panchina azzurra non ha bisogno di lasciarsi porte socchiuse a Castelvolturno. Libero dal Napoli, Benitez dovrà solo scegliersi la soluzione più congeniale alle sue esigenze, lasciando una scia di rimpianti in quanti proprio in lui vedevano l'uomo giusto per il definitivo salto di qualità azzurro.

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