Incredibile cosa sta venendo fuori dal processo per la morte di Diego Armando Maradona, ora è stato scoperto che una delle cartelle cliniche utilizzate dall'accusa nella perizia del decesso appartengono al padre di Diego e non a lui.
Clamorosa rivelazione nel nuovo processo sulla morte di Diego Armando Maradona, attualmente in corso a Buenos Aires. Una delle cartelle cliniche utilizzate dagli esperti dell'accusa nella perizia sul decesso dell'ex campione argentino apparterrebbe infatti al padre del Pibe de Oro e non a Diego.
La circostanza è emersa durante l'ultima udienza e potrebbe avere conseguenze pesanti sulla prosecuzione del procedimento. L'errore riguarda infatti uno dei documenti utilizzati per ricostruire le condizioni di salute di Maradona e per valutare il comportamento dell'équipe medica che lo aveva in cura.
La scoperta ha provocato la dura reazione degli avvocati della difesa. Francisco Oneto, legale di Leopoldo Luque, il neurochirurgo tra i principali imputati, ha definito la situazione senza precedenti. Il rischio concreto è che, a quattro mesi dall'inizio del nuovo processo, possa essere nuovamente messa in discussione la validità dell'intero procedimento. La vicenda potrebbe infatti portare a una nuova richiesta di annullamento del dibattimento. Si tratta di uno sviluppo particolarmente delicato, considerando che il processo era già stato segnato da numerose controversie.
La perizia degli esperti dell'accusa aveva analizzato l'intera documentazione sanitaria relativa a Maradona, comprese cartelle cliniche ed esami medici. Le conclusioni erano state pesanti: secondo gli esperti, l'ex fuoriclasse argentino non sarebbe stato assistito e curato in maniera adeguata rispetto alle sue condizioni cliniche. La morte di Maradona, secondo questa ricostruzione, avrebbe quindi potuto essere evitata attraverso un'assistenza medica differente e più appropriata. Ora, però, la scoperta relativa alla cartella clinica potrebbe mettere in discussione almeno una parte del materiale utilizzato per arrivare a quelle conclusioni.
Nel procedimento sono coinvolte otto persone, tra medici, infermieri e operatori sanitari che si occuparono di Maradona durante il periodo della sua degenza. L'ex numero 10 dell'Argentina è morto il 25 novembre 2020, a 60 anni, per un'insufficienza cardiaca. Da allora la sua morte è diventata oggetto di una lunga battaglia giudiziaria per stabilire eventuali responsabilità da parte di chi lo aveva in cura. La nuova clamorosa scoperta rischia ora di aggiungere un altro capitolo a una vicenda giudiziaria già estremamente complessa.