Caso ultras, il giudice: "L’Inter aveva un rapporto di sudditanza e li agevolava"

Notizie fonte : calcio & finanza
Caso ultras, il giudice: L’Inter aveva un rapporto di sudditanza e li agevolava

Caso Ultras Inter

La Curva Nord dell’Inter sotto processo: secondo la Gup di Milano Rossana Mongiardo, il club nerazzurro si trovava in una condizione di sudditanza nei confronti degli ultras, agevolandoli “obtorto colloâ€. La sentenza, quasi 300 pagine, ha confermato le condanne inflitte a giugno a leader e sodali ultrà delle due curve di San Siro, arrestati nel maxi blitz di Polizia e Guardia di Finanza nel settembre 2024.

Sudditanza e forza intimidatrice

“Le indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli, seppur ‘obtorto collo’â€, scrive la giudice nelle motivazioni. La Curva, “pur non facendo ricorso a minacce espliciteâ€, ha sfruttato la propria forza intimidatrice, essendo un sodalizio “organizzato e strutturato, formato da pericolosi pregiudicatiâ€, con lo scopo di garantire la propria sopravvivenza economica.

Il processo ha confermato che dirigenti e figure interne dell’Inter, come Paolo Bordogna, Nicola Ranieri, Paolo Gandinelli e Claudio Sala, pur non indagati, avevano ruoli chiave nel mantenere rapporti tra società, ultras e forze dell’ordine. Gandinelli, in particolare, aveva ammesso di “aver agevolato la Curva in buona fede, ignorando disposizioni di leggeâ€. Stewards compiacenti avrebbero permesso ingressi illeciti agli ultrà, anche nei derby.

Gli episodi hanno provocato danni non solo alla sicurezza, ma anche all’immagine del club: “La sistematica violenza che ha animato l’attività dei capi delle Curve Nord e Sud ha minato la percezione di sicurezza all’interno dello stadio e pregiudicato l’immagine di Inter e Milanâ€. La Lega Serie A, parte civile, ha riconosciuto l’impatto negativo sull’immagine dei club, così come i risarcimenti accordati a entrambe le società.

Le condanne più significative riguardano Daniele Cataldo, 10 anni come esecutore materiale del tentato omicidio di un ultrà rossonero, Marco Ferdico, 8 anni, e Debora Turiello, 2 anni con pena sospesa. Secondo il pm Paolo Storari, gli ultras agivano come “milizie privateâ€, creando una sorta di legittimazione delle azioni illegali e realizzando profitti illeciti attraverso la gestione fraudolenta di biglietti e spazi dello stadio.

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