Lutto Maradona, le lacrime di Napoli: lumini accesi, cori dedicati a Diego, uno striscione su un lenzuolo, la gente lo ricorda in ogni angolo

Maradona Day  
Lutto Maradona, le lacrime di Napoli: lumini accesi, cori dedicati a Diego, uno striscione su un lenzuolo, la gente lo ricorda in ogni angolo

Napoli ricorda Maradona

Napoli - La Napoli di Diego è scesa in strada, sciarpe, bandiere, striscioni e maglie da gioco, smartphone con le canzoncine dedicate al Pibe de Oro, autoradio con le cronache delle partite dei giorni d’oro. La città che amava il campione argentino è trasversale, cinquantenni che hanno gioito sugli spalti e adolescenti che l’hanno visto solo su Youtube ma poi hanno deciso di tatuarsi il suo nome sull’avambraccio.

Murales Maradona

Come riporta Il Mattino:

La citta? di Diego non s’è fatta sentire nei luoghi dove il campione ha vissuto: a via Scipione Capece, sotto la storica casa di Diego, solo tre ragazzi infreddoliti: «Volevamo dargli un saluto, non sapevamo dove andare»; all’hotel Paradiso nemmeno sanno più quello che Maradona faceva nelle stanze; il “suo” ristorante, la Sacrestia, adesso non c’è più perchè sta diventando una lussuosa villa. Così, senza punti precisi dove andare a mostrare e a raccontare il dolore, la città della passione azzurra ha cercato i luoghi-simbolo di Maradona: i murales a San Giovanni e ai Quartieri, lo stadio San Paolo, il cancello azzurro del campo Paradiso a Soccavo che adesso è un cumulo di macerie ma conserva l’anima di quella squadra che fece sognare una città grazie a Diego. E' proprio a Soccavo, al campo Paradiso, che s’è radunata una piccola truppa di appassionati. Lumini accesi, cori dedicati a Diego, uno striscione su un lenzuolo realizzato sul posto. A San Giovanni, davanti al gigantesco murales di Jorit va in scena un addio un po’ scomposto fatto di musichette maradoniane sparate a volume alto, fiori, lumini e sciarpe. In un angolo un ragazzo abbraccia la fidanzatina e piange «Io non l’ho mai visto giocare ma era l’idolo del mio papà che non c’è più. Lui oggi sarebbe addolorato e io, non so nemmeno perchè, sento il suo stesso dolore». La gente si cerca, si accalca, fioccano i ricordi e i racconti, il gruppetto diventa folla. Passa una volante e chiede di smembrare l’assembramento, nessuno protesta, ci si allontana per poi tornare a guardare il volto fiero di Diego e a ricordare i giorni delle emozioni calcistiche e della riscossa della città che passava attraverso la maglia azzurra".

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