27-11-2020
13:50
Ultimissime notizie Napoli - Mario Kempes ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "In generale, durante tutta la sua vita, Maradona non è stato protetto e lui non fu in grado di proteggersi da solo. Perché non ha avuto un’infanzia, a 16-17 anni era già famoso, e da lì fu un costante assedio alla sua persona. Lui era felice solo in campo, senza giornalisti o gente che lo asfissiava, senza autografi e foto. Una volta uscito dallo stadio entrava in carcere, perché non poteva nemmeno camminare, doveva rinchiudersi. L’unico momento nel quale poteva uscire senza essere visto né infastidito era la notte e ovviamente non è granché positivo".
Una situazione ingestibile.
"È stato circondato da tanta gente ma mai da un amico vero, uno che gli dicesse “basta così, andiamo a dormire, andiamo a riposare”. La notte è piena di amici che nemmeno conosci. Sono certo che tra tutti quelli che gli sono saltati al collo approfittando della situazione c’era qualcuno che ha provato a dirgli qualcosa e lui non gli ha dato retta, la sua personalità era molto forte. Per una ragione o per l’altra saltarono i freni. E Diego finì contro un muro".
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