Tifosi Napoli fermati a Eindhoven, l'avvocato Grimaldi: "In atto una caccia all'italiano, c'è un'altra cosa che preoccupa"
14:10
L’avvocato Erich Grimaldi, cassazionista del Foro di Napoli da sempre impegnato nella tutela dei diritti e delle libertà – anche in ambito sportivo – è intervenuto in merito ai fermi preventivi disposti dalle autorità olandesi a Eindhoven.
"Pur riconoscendo la legittimità, in linea di principio, degli interventi preventivi motivati da esigenze di ordine pubblico, è fondamentale che tali misure siano proporzionate e giustificate rispetto al rischio effettivo. È necessario verificare se le autorità abbiano agito nel rispetto del contraddittorio e delle libertà fondamentali, in particolare quelle di circolazione e di riunione. I tifosi italiani si erano infatti riuniti in modo pacifico, come da consuetudine nelle trasferte europee. Occorre inoltre fare chiarezza sulla normativa olandese che ha autorizzato il fermo e l'espulsione, e sul contenuto del regolamento comunale relativo agli assembramenti, richiamato dalle autorità.
Preoccupa in modo particolare il fatto che anche i possessori di biglietti regolari siano stati allontanati o esclusi dall’accesso allo stadio. Questo tipo di misura, seppur giustificata in via generale, rischia di assumere i contorni di una punizione collettiva, in contrasto con il principio di responsabilità individuale che è alla base di ogni Stato di diritto. Da questa mattina, inoltre, secondo le testimonianze, si registrano episodi che appaiono come una vera e propria ‘caccia all’italiano’, coinvolgendo anche alcuni giornalisti presenti sul posto. In qualità di tifoso e operatore del diritto, ritengo necessario un intervento coordinato delle autorità italiane ed europee, volto a verificare eventuali violazioni procedurali e a garantire la massima trasparenza sui criteri adottati dalle autorità olandesi.
La percezione è che si stia operando secondo una logica di ‘zona rossa’ e di controllo generalizzato nei confronti dei cittadini italiani, più che in risposta a comportamenti violenti di singoli individui. In una democrazia, misure di questo tipo devono rappresentare un’eccezione e non diventare la norma, anche se motivate da finalità preventive. Mi sto recando personalmente a Eindhoven non solo per assistere alla partita, ma anche per comprendere direttamente quanto accaduto e raccogliere le testimonianze dei tifosi, che si sono sempre comportati in modo pacifico. Solo attraverso un confronto con i fatti e con chi ha vissuto questa vicenda sarà possibile comprendere se ci troviamo di fronte a un legittimo intervento preventivo oppure a un eccesso di potere che rischia di comprimere diritti fondamentali e, paradossalmente, alimentare le tensioni anziché prevenirle".
