Taveggia: "Deluso e arrabbiato per l'Italia e i nomi che circolano mi fanno ancora più spavento"

Le Interviste  
Taveggia: Deluso e arrabbiato per l'Italia e i nomi che circolano mi fanno ancora più spavento

Il commento sull'Italia

Ultimissime nazionale italiana - A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Paolo Taveggia, dirigente sportivo.

Disastro Italia, il commento di Taveggia 

“Ci vuole rispetto per tutti quelli che hanno dato tanto al calcio italiano e Renzo Ulivieri è uno di questi, ma è necessario che anche loro capiscano che è ora di cambiare. Ci sono dei momenti nella vita in cui bisogna accontentarsi di ciò che si è avuto, bisogna avere la coscienza di dire basta, ho dato e avuto tantissimo e lasciare spazio ad altri. Ci lamentiamo di tante vicende che non ci soddisfano nel nostro paese e il calcio è una di queste. 

Il calcio non è solo la passione che coinvolge tutti noi, il fallimento è anche finanziario ed economico. La Rai e Dazn hanno speso tanti soldi per avere i diritti televisivi, ma non si abbonerà nessuno o pochissimi perché non c’è l'Italia, ci sono sponsor che hanno investito e non vedranno il loro marchio perchè l'Italia al mondiale non c'è: l’Italia è una delle aziende più importanti del nostro paese, fallita per 3 volte e significa 12 anni di fallimento.

Aspetteremo altri 4 anni nella speranza che qualcuno abbia il coraggio di alzarsi, andare via e lasciare il posto a qualcuno che costruisce qualcosa di nuovo. Non bisogna inventare nulla, basta guardare gli altri come fanno. Bisogna investire nel settore giovanile. Se un papà paga per far giocare il figlio in una squadra, dopo 2 anni finita la mancia che hai dato per far giocare tuo figlio, questo verrà dileggiato da chi aveva vissuto 2 anni di invidia perchè poi i ragazzini sono così. E, alla fine, in casa ci sarà il dramma perchè non è nato il nuovo Maradona. E’ tutto un marciume, i genitori non sono preparati e ci cascano. Ma non è tutto: ci sono squadre che hanno il settore giovanile ceduto ad altri. 

E’ vero che non si può bloccare la circolazione degli stranieri, ma come gli altri paesi hanno fatto, si può intervenire sui settori giovanili, promettendo finanziamenti o premi ai settori giovanili che utilizzano il mercato italiano, che fanno giocare gli italiani. Cosa me ne frega se arriva un ragazzino di 14 anni di Gambia, io voglio un ragazzino che viene dall’Italia. E quei pochi che ci sono, vengono mandati via. 

Gattuso è un esempio, è stato uno dei primi che a 14-15 anni venne mandato in Scozia. Poi tornò, ma lui poi ce l’ha fatta perchè ha un carattere su cui bisogna prendere il trattore e passarci addosso e neanche ci riesci perché si rompe il trattore. Non è pensabile che i nostri giovani bravi vadano a fare le riserve in Scozia.

Bisogna rilanciare il calcio a partire dai settori giovanili. Bisogna premiare quelli in cui ci sono i giovani italiani. Non posso andare contro il Como che ha tutti stranieri, perché andrei contro la legge, ma posso promettere al settore giovanile dell’Atalanta, ad esempio, un premio se fa giocare i giovani. 

Sono deluso e arrabbiato per quello che stiamo vivendo nel mondo del calcio, ma i nomi che sento citare mi fanno ancora più spavento. Non bisogna togliere una figurina e metterne un'altra uguale, ho l’età per poter dire le cose come stanno. Per il dopo Gravina si parla di facce già note, ma non si risolve così il problema.

Non si può dare in pasto ai tifosi una soluzione miracolosa perchè non esiste, ci vuole voglia e tempo. Non dobbiamo ringraziare Gravina per ciò che ha fatto, se io avessi sbagliato per 8 anni di fila nessuno mi avrebbe ringraziato anzi mi avrebbero mandato via a calci nel culo. Credo che il Napoli avrà la forza di imporsi, giocare bene e vincere la gara col Milan. Non credo che l’Inter però possa perdere questo scudetto. Ha solo un problema, quello di non sentirsi superiore agli altri ed è da sempre un problema della squadra nerazzurra”.

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