Spalletti: "Volevo trattenere Insigne a tutti i costi, Koulibaly uomo vero. Partiremo col 4-3-3-. Sul rapporto con ADL, Totti e Di Lorenzo..."

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Luciano Spalletti è stato intervistato a Dazn in una lunga chiacchierata con Diletta Leotta. Tantissimi gli argomenti affrontati dall'allenatore della SSC Napoli tra Insigne, Koulibaly, gli obiettivi, i rapporti con De Laurentiis e tanto altro ancora

Luciano Spalletti è stato intervistato a Dazn in una lunga chiacchierata con Diletta Leotta. Tantissimi gli argomenti affrontati dall'allenatore della SSC Napoli tra Insigne, Koulibaly, gli obiettivi, i rapporti con De Laurentiis e tanto altro ancora.

Napoli: intervista Dazn a Spalletti

Tanti i temi affrontati dall'allenatore del NapoliSpalletti nell'intervista a Dazn:

Pandemia: "Sembrava strano anche a me mettere insieme questo silenzio qui con l'euforia dentro gli stadi. Però poi man mano ha prevalso quello che vedono gli occhi e non quello che sentono le orecchie. Ci sono feste che si fanno con tanta gente e feste che si fanno anche da soli rimanendo nei luoghi di cui sei innamorato.

'La 'Rimessa' è il luogo in cui riesco a concentrarmi meglio e trovare soluzioni per la squadra. Qui a casa mia ci sono tanti 'cavallini', perchè in campo bisogna trottare. In carriera ne ho allenati tanti di cui ne sono orgoglioso. Il silenzio delle colline è la cosa più bella del mondo perchè trovi quella tranquillità per riuscire a pensare a quelle che sono le soluzioni per la squadra e ti senti un po' come un monaco in un convento perchè sei lì solo a pregare. Diventa bello andare a toccare la profondità dei propri sentimenti e della propria anima. Questo è sempre stato il sogno di famiglia, soprattutto del mio papà che avrebbe sempre voluto avere una vigna sua e dell'olio prodotto da se stesso. Siamo abituati qui a fare continue feste e cene con gli amici dove poi si va a stare insieme e cementare l'amicizia.

Nella vita o sei quello che conduce o sei passeggero, o cavallo o cavaliere. E' chiaro che poi bisogna confrontarsi con gli altri. In campo mi piace una squadra che va a tentare di dare battaglia a qualsiasi avversario. E' successo quando abbiamo giocato col Barcellona, dove là abbiamo pareggiato e in casa poi perso con diversi gol di scarto. A me però è piaciuto di più l'atteggiamento di quando abbiamo giocato a Napoli. Chiaro che diventa difficile raccontarlo perchè in pochi minuti abbiamo preso 2 gol e commesso degli errori, ma come atteggiamento di squadra mi è piaciuto molto quello che la mia squadra propose come intenzioni in quella partita lì.

Relax scorribande con la Panda: è la mia macchina preferita, sono fortunato perché ne ho più di una. Una ce l'ho qui, l'altra a Napoli. Quella rubata non l'ho più ritrovata. Tra l'altro quando sono uscito dall'albergo ci sono rimasto molto male, malissimo. Naturalmente è una cosa che non è giusto subire e andrebbero puniti quelli che l'hanno fatto. Ma mi piace pensare che gli sia servita a qualche padre di famiglia che la stia adoperando per portare i suoi figli a scuola. Va bene così.

Aspetti positivi-negativi città umorale come Napoli: E' chiaro che una piazza importante, calcisticamente parlando, che loro abbiano ambizioni importanti e vogliano vincere. Per vincere il confronto si fa duro, arduo. Dal primo buongiorno incontro questa amore e passione per questi colori che la gente ha e mi fa arrabbiare soltanto quando non viene riconosciuto l'impegno dei ragazzi. Noi abbiamo una squadra di professionisti seri, anche quest'anno che abbiamo cambiato molto, li conosco bene e ho apprezzato sin dal ritiroche hanno sviluppato le conoscenze dei nuovi che  sono sicuramente in sintonia con gli altri sono dei calciatori meritano di vestire questa maglia. Ci sarà un impegno massimo in ogni partita e allenamento. Possono stare tranquilli i nostri tifosi. 

Nuovo Napoli, estate traumatica: "Quando si va a mettere mano sulla squadra in maniera così drastica si ha bisogno di un pò di tempo, di far crescere nuovi leader e che lo facciano anche velocemente. Noi ce l'abbiamo già qualcuno come Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa, Osimhen stesso deve diventare un punto di riferimento. Con i calciatori si fa anche un gruppo Whatsapp dove ogni tanto ci si confronta e ci si dice delle cose. Il gruppo si chiama 'Sarò con te'. Naturlamente l'ho usato in quelle partite in cui sono stato costretto a rimanere a casa, come la trasferta contro la Juventus. Mi ricordo che tutti in quel momento lì dicevano che la partita andava rinviata e che avevamo moltissimi calciatori con il Covid. Ed io gli ho trasmesso tramite questo messaggio che ero contento che ci facessero giocare prima che ci fosse l'ufficialità, perchè li avevo visti allenare in maniera seria e forte, corretta. Loro avevano espresso negli allenamenti il desidrio di giocarla quella partita. Per alcuni era una delle poche partite a disposizione per mettersi in mostra ed hanno fatto vedere ci si può fidare anche di questi calciatori

Kvaratskhelia: ha voluto il numero 77, ci tiene molto. E' un calciatore da cui ci aspettiamo molto perchè è andato a sostituire un campione che ha deciso di fare conoscenze nuove, una strada differente dopo tanti anni di calcio italiano, di gol, di qualità e noi dobbiamo sempre stare sempre con la volontà dei calciatori stessi. Perchè un calciatore decide di fare un'esperienza come ha fatto Insigne poi andare a trattenerlo con la forza non è giusto. Ho sperato fino alla fine che rimanesse con noi. 

Intuizioni nuovo anno: c'è una regola che ti impone di andare dietro alle qualità e caratteristiche dei calciatori, dobbiamo riuscire a mettere in campo una squadra e sviluppare un piano tattico dove i calciatori dentro trovano sè stessi e riescono ad esprimere tutto l'estro e la fantasia, tutto il talento che posseggono senza andarli a limitare. Si ripartirà dal 4-3-3 che abbiamo usato spessissimo l'anno scorso, sperando che ci dia la possibilità di sviluppare un gioco apprezzabile per un pubblico esigente come quello del Napoli. Il tifoso napoletano è un intenditore di calcio, ha visto giocare il più forte di tutti, Maradona. A loro riesce difficile nascondere qualcosa, ti sgamano subito. 

Maglie preferite: De Rossi, Salah e Koulibaly. Kouli è veramente per me una persona straordinaria, oltre ad essere un grande campione. E' stato subito fin dall'inizio, lui tutte le mattine veniva a salutarmi nel mio ufficio con questo abbraccio fatto di muscoli, watt. Lui è il vero influencer dello spogliatoio. Per me è come aver perso un collaboratore, perché in campo con la sua voce e prestanza fisica era come se fosse un allenatore. Voleva sempre attaccare, recuperare palla alta. Le parole erano sempre le stesse: 'Mangia, mangia', ovvero mangia campo, andiamo a montargli addosso. Quest'anno sarebbe stato anche capitano, ne ho persi due in colpo solo (ride, ndr).  Per i capitani (chiaro riferimento a Totti e Icardi), mi disturba sentire che io li ho fatti smettere e assolutamente non vero. Totti ha finito quando tutti sapevano che io a fine anno avrei lasciato e quindi avrebbero potuto farlo continuare. Icardi non è andato via con me ma quando c'era già Conte e l'avrebbe potuto usare da calciatore dell'Inter. Insigne ho fatto di tutto per tentare di convincerlo ma lui ormai aveva scelto con la sua famiglia di fare questa esperienza. Di Lorenzo? E' stato facile dirgli che sarebbe stato il capitano. Ha equilibrio, possiede questa qualità di relazionarsi con i propri compagni e anche con gli avversari. Che goda il rispetto dei propri compagni. Tutti lo volevano capitano quando ho parlato con la squadra.

Rapporto con De Laurentiis: scommettevano che sarebbe stata dura arrivare fino alla fine della stagione, invece poi ci incontriamo e abbiamo i nostri punti di vista. C'è un buon dialogo. Siamo quelli che amiamo dirsi quelle cose in faccia, lui più di me perché è un presidente tosto. 

Discorsi motivazionali: Abbiamo iniziato con la scritta delle pettorine che è stato un incitamento al gruppo. Attraverso questo abbiamo tirato dentro anche il pubblico, l'urlo del Maradona è un urlo bellissimo da sentire e molte volte l'abbiamo avuto tutto pieno. Andiamo alla ricerca di frasi da mettere in palestra o nello spogliatoio, quelle che ci motivano. Molte cose che ci si dicono in maniera seria si scrivono nella lavagna. Ci sono dei momenti dove bisogna essere chiarissimi e spesso scriviamo e firmiamo le cose, per poi rivederle insieme mesi dopo se qualcuno non lo ricorda o non è d'accordo. 

Ci sono delle regole nella squadra, spesso bisogna punire chi era sovrappeso. Ricordo quando Pizarro doveva pesarsi che si toglieva tutto da dosso prima di salire sulla bilancia. Era bellissimo quando tutti erano contenti quando superava la prova della forma, poi andava nell'armadietto e mangiava le paste per festeggiare.

Su Totti: Ho tutte le maglie di Totti, è un giocatore che è stato fondamentale come apporto alla squadra, personalità, forza e tutto. Ho anche la maglia che gli portammo a casa quando si infortunò con la scritta forza capitano. Questi sono quelli che tirano la squadra da soli in campo e non bisognava dirgli niente. Se riavvolgiamo il nastro per me diventa tutto chiaro su di lui, ma è chiaro che se si vogliono cambiare delle cose vegono fuori dei messaggi non corretti. In quella squadra c'erano tantissimi campioni e leader, se non avessi fatto la scelta giusta e un torto a uno come Totti sarebbe stato impossibile arrivare secondi in classifica. Poi mi dispiace perché con lui ho avuto un grandissimo rapporto, io mi innamoro dei miei giocatori veramente. Ho portato a termine il sogno di vivere lo spogliatoio con giocatori di questo livello. Mi ha fatto diventare un personaggio popolare quando poteva fare la serie su di lui, avrebbe fatto l'esplosione di ascolti. La farò una anche io magari (ride, ndr).

Sui nomi dei suoi vini: il Bordocampo lo paragono a De Rossi. Il Rosso Diretto lo paragono a Di Lorenzo, è un vino del futuro di grande personalità. Il tra le linee può essere Elmas, ho avuto Mertens e ho Zielinski, ma è uno che tra le linee ci starebbe benissimo. 

Su Spalletti allenatore: i dettagli fanno la differenza, io mi alzo la mattina facendo di tutto per far andare le cose come voglio che vadano. Far credere ai propri giocatori di essere più forti anche di quello che pensano di essere è la chiave. Devono sapere di avere più qualità di quanto pensino. Mi piacciono i giocatori che vogliono far innamorare i cuori dei nostri tifosi, è da lì che passano le soddisfazioni".

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