Sabah, il vice-allenatore è italiano! Zuddas: "Il Napoli è un club enorme, sarebbe da presuntuosi cercare di fare la partita"

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La Champions League metterà di fronte il Sabah FC e il Napoli il prossimo 20 gennaio 2027, il suo vice è italiano e si chiama Valerio Zuddas, che ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Videoinformazioni.com.

Chiaramente il calcio azero in Italia è poco seguito: per chi non conosce il Sabah, qual è il vostro stile di gioco?

“Noi non abbiamo una squadra che ha grosse individualità. Il Napoli è un club enorme, abituato a giocare competizioni internazionali, che ha individualità importantissime. Anche se fa una performance positiva o negativa, a noi importa poco, perché ha dei giocatori così forti, con esperienza, che in queste competizioni noi non abbiamo. Per noi sarà difficile a prescindere dal momento di forma del Napoli. Quindi non avendo delle individualità molto forti, dobbiamo in ogni partita basarci su una performance collettiva di alto livello. In questa stagione le dinamiche nel campionato azero cambieranno, perché ho visto l’approccio delle nostre avversarie nelle prime partite ed è stato molto difensivo. Questo ci permette di avere di più il pallino del gioco. Lo scorso anno non è stato così, abbiamo trovato squadre che ci hanno messo in difficoltà. Però fa parte anche della nostra crescita cercare un po’ delle variazioni dal punto di vista tattico.

Il Napoli lo incontreremo più avanti, ma sicuramente non sarà una partita in cui avremo la palla la maggior parte del tempo (ride, ndr). Dovremo cercare di trovare soluzioni per stare un po’ più alti e un minimo propositivi, per quanto possibile contro una squadra così forte. Da qui a gennaio cambieranno tantissime cose, ma in linea di massima sarebbe da presuntuosi cercare di fare la partita contro il Napoli”.

L’anno scorso avete vinto il campionato con il miglior attacco e la miglior difesa, con 75 gol fatti e 25 subiti in 33 partite. E anche quest’anno state dimostrando una certa solidità in difesa. Ovviamente, la Champions è diversa.

“Abbiamo fatto dei numeri importanti, a un certo punto eravamo tra le Top 5 difese europee. I numeri dal punto di vista offensivo e difensivo si completano. Venendo da una scuola italiana, tendo ad occuparmi della fase difensiva, del pressing e di tutto ciò che comporta l’organizzazione della squadra, ci tengo particolarmente. Ma c’è differenza nell’interpretare la fase difensiva come parcheggiare il pullman davanti alla porta.

Nel nostro caso cerchiamo di applicare la fase difensiva il più lontano possibile dalla porta, tenendo la difesa alta. L’anno scorso la linea difensiva era la più alta del campionato, quasi 49 metri, quindi quasi a metà campo. Questo ci ha permesso di essere molto efficaci nel pressing, dov’eravamo primi in campionato, con più palloni recuperati nella metà campo avversaria. Circa il 50% dei nostri gol sono arrivati grazie al pressing. Ovviamente questo nel nostro campionato. È stato possibile applicarlo nelle qualificazioni di Champions. Però ora giocheremo contro dei top club e dovremo adattarci per giocare diversamente. Ma nei 10 incontri ufficiali, fin qui sono arrivati 6 clean sheet. Questo dà confidenza alla squadra e ti permette di rischiare di più quando hai il pallone e sanno cosa fare quando non hai il pallone. Questo diciamo che è uno dei nostri punti di chiave”

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