Ottavio Bianchi: "Napoli-Milan è decisiva! Non posso dare consigli a Conte, dico solo una cosa"

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Ottavio Bianchi: Napoli-Milan è decisiva! Non posso dare consigli a Conte, dico solo una cosa

Napoli-Milan, parla Ottavio Bianchi

Ultimissime Calcio Napoli - Intervista ad Ottavio Bianchi oggi sul quotidiano Il Mattino. L'ex allenatore del Napoli ha parlato di Napoli-Milan, del calcio italiano fuori dai Mondiali e dell'allenatore Antonio Conte.

È una giornata importante per il campionato? 

«Lo è. Stasera l’Inter deve far capire in che stato è e non mi pare stia particolarmente bene anche sotto l’aspetto mentale e domani Napoli e Milan dovranno dire chi delle due può acciuffare i nerazzurri».

Meno male che c’è il campionato dopo la delusione della Nazionale

«Che dire, da un certo momento in poi ci siamo vergognati di quello che siamo. La scuola calcistica italiana era imitata nel mondo, con i nostri difensori, il nostro gioco essenziale ma vincente. Poi, a un tratto, abbiamo inseguito le mode e abbiamo perso la strada. Ora non ne abbiamo alcuna. Conte e Allegri su questo sono dei maestri, vanno dritti per il loro cammino, non sentono le lezioni che arrivano dagli altri, se ne fregano e fanno bene».

Come si sarebbe visto nelle vesti di ct? 

«Malissimo. Indro Montanelli, parlando di me, disse “il fatto che ha un brutto carattere, vuol dire che ha carattere”. Ecco, non sarei mai riuscito a mettere d’accordo tutti gli interessi che si muovono intorno all’Italia».

È Conte contro Allegri? 

«Se ai miei tempi qualcuno avesse detto che Inter-Milan era Herrera contro Rocco ci sarebbe stata una sommossa popolare. Io credo che la fortuna e la sfortuna degli allenatori la fanno sempre i giocatori in campo. Io avevo Maradona, Careca e quindi ero un allenatore fortunatissimo».

Lei è rimasto a lungo sulla panchina azzurra. Lo consiglia anche a Conte? 

«Dare dei consigli è una cosa sbagliatissima, ripeteva il mio maestro, il Petisso Pesaola. Io posso mostrare solo il mio esempio: tra calciatore e allenatore a Napoli ho vissuto gli anni più indimenticabili della mia vita. Pieni di insegnamenti. Ma solo fuori dal campo: perché poi come allenatore ho sempre conservato le mie caratteristiche, il mio essere chiuso e non mi sono lasciato influenzare dalla città. Ma nella quotidianità, i napoletani posso insegnare a tutti il senso della vita. E non mi meraviglio che anche Conte ne sia rimasto colpito».

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