Conte in conferenza: "Pronti a sputare sangue per la maglia del Napoli, potevano ammazzarci! Non me ne frega degli individualismi a costo di lasciare fuori qualcuno. Come si fa a distruggere tutto in una settimana?"
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Ultime notizie Napoli - Gentili spettatrici e spettatori di CalcioNapoli24, vi diamo il benvenuto alla conferenza stampa al termine di Napoli-Inter di Serie A con le dichiarazioni live dell'allenatore della SSC Napoli Antonio Conte.
Napoli-Inter: conferenza Conte
Di seguito in conferenza stampa l'allenatore della SSC Napoli Antonio Conte dopo Napoli-Inter. Queste le sue dichiarazioni dalla sala stampa:
"Come si ritrova compattezza in tre giorni? Faccio io la domanda, come si fa a distruggere tutto in una settimana? Questo deve farci riflettere. Io lo dico con tutto il rispetto, ma a volte c'è mancanza di rispetto verso chi lavora. Perché si esagera, a tutto c'è un limite e noi dobbiamo essere bravi a metterci l'elmetto, non ascoltando nulla e andando avanti per la nostra strada.
Oggi abbiamo vinto e inizio a dire che da inizio anno abbiamo tanti infortunati, con il PSV ne mancavano quattro, col Torino sette, oggi tre, poi si sono fatti male Meret e De Bruyne. Sicuramente è un momento in cui si muove qualcosa ci cade addosso, ma nonostante questo reagiamo e affrontiamo le situazioni nella giusta maniera.
Non possiamo però non pensare che Lukaku non c'è da inizio campionato così come Rrahmani, McTominay, Hojlund e Lobotka.
Se vogliamo far diventare il Napoli un bersaglio...Il PSV era un campanello d'allarme? Gli interrogativi ci sono e ci saranno, da inizio stagione dico alcune cose. Sarà una stagione complessa, e se ci si mettono di mezzo gli infortuni lo sarà ancora di più.
La sconfitta con il PSV ci ha fatto incazzare, con il City eravamo stati bravi a limitare la goleada, in Olanda no.
I giocatori sanno che la testa non va mai persa, nelle cadute si deve essere bravi ad imparare e capire che non dobbiamo mai perdere lo spirito che ci ha contraddistinto.
Oggi abbiamo vinto contro la squadra più forte del campionato, che ha vinto lo scudetto e fatto due finali di Champions.
Non abbiamo voluto morire sportivamente, si poteva perdere ma non in una brutta maniera.
E siamo riusciti a vincere e a rendere orgogliosi i tifosi che devono credere in noi.
I ragazzi daranno tutto per la maglia fin quando ci sarò io. Siamo pronti a sputare sangue per la maglia del Napoli.In settimana cosa ci siamo detti? Sono passati tre giorni dal PSV, abbiamo analizzato bene e i ragazzi sanno che io sono un allenatore che non gira le spalle ai problemi.
C'è un rapporto schietto, leale, diretto: abbiamo affrontato il problema con i vecchi e con i nuovi.
Se non vogliamo che diventi una stagione come quella di due anni fa, dobbiamo non perdere mai lo spirito che ci ha contraddistinto.
Oggi è stata una partita importante, ci ha fatto capire che anche tra mille difficoltà possiamo sempre dire la nostra, essere duri a morire.
Perdere come col PSV non deve essere l’inizio di un cataclisma ma un segnale che la musica deve cambiare.
I ragazzi hanno dato una risposta importante, sono contento. L’asticella delle pretese è ancora più alta.McTominay su Barella e Neres ha allungato la squadra?
È stata una scelta felice viste le caratteristiche dell'Inter. Mettere Lucca con Acerbi, Akanji e Bastoni sarebbe stato come offrirgli un piatto. Mettere Neres ha scompaginato i piani, mi sono affidato a Juan sul centrodestra e ho avuto grandi risposte.
Questa è una squadra che deve crescere, vecchi e nuovi, e lo spirito di squadra deve essere al centro di tutto.
Non me ne frega degli individualismi a costo di lasciare fuori qualcuno.
È un messaggio per tutti: insieme possiamo fare una stagione per raggiungere l’obiettivo di tornare in Champions League.Cosa è successo con Lautaro Martinez?
La partita era tosta, maschia e calda. Ci sta che ci sia un battibecco.
Io dell’Inter ricordo due anni in cui sono tornato a vincere lo scudetto dopo dieci anni, facendo vincere chi non aveva mai vinto.
Lautaro è un grande calciatore, dal punto di vista umano in due anni c'è poco tempo per conoscere una persona."
