Maggio: "Il caso Lucca-De Bruyne? Capitò anche a noi con Cavani, vi racconto"
05:30
Nel corso di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli è intervenuto l’ex difensore del Napoli Christian Maggio:
«Sicuramente sono segnali di difficoltà che sta attraversando Napoli. Quello che è successo tra De Bruyne e Lucca non è stato bello da vedere. Nei momenti difficili la squadra si deve unire ancora di più per cercare di venire fuori da queste situazioni. Se riescono ad agguantare qualche risultato consecutivo, tutto questo malumore che ci sta girando svanirà.
Qua non è trovare il capro espiatorio. È dare le colpe direttamente e solamente al mister. È chiaro che in queste situazioni si va direttamente da chi è l’allenatore, in questo caso Allegri.
Io penso che al giorno d’oggi Allegri sia uno dei top allenatori italiani. Ho fatto anche fatica a trovare un allenatore di questa caratura, di personalità, di gestione soprattutto, perché Allegri, come sappiamo, ha una gestione del gruppo, per quanto mi riguarda, fantastica.
Io personalmente non mi aspettavo questa alternanza di risultati. Ci sono e va trovata una linearità nei risultati, di questo ne sono più che sicuro.
Per trovare serenità devono lavorare e trovare compattezza tra di loro.
Ho visto ieri un po’ di interviste che ho sentito, c’è un po’ di confusione. Politano che dice che dovrebbero parlare anche gli stranieri, poi parla il mister e dice che è stata fatta una buona partita.
Questa confusione va tolta. Va tolta con le sicurezze. Le sicurezze vanno date durante la settimana, parlandosi tra i giocatori, con lo staff, con il mister. Va trovata una linea guida in cui ci siano tutti, tutti uguali e che lavorino nella stessa direzione.
Anche quando giocavo io succedevano queste situazioni. Ci si mandava a quel paese per vari motivi, per un taglio non fatto, per un passaggio sbagliato.
Quando c’era Cavani, all’epoca, quando arrivò a Napoli, lui, per il suo modo di giocare, quando si sbagliava un passaggio oppure non veniva servito, alzava sempre le braccia, si lamentava sempre con tutti. A noi all’inizio non andava bene questo tipo di atteggiamento che aveva. Ci siamo parlati e, da ragazzo intelligente qual era Cavani, certi atteggiamenti poi non li ha più avuti.
È anche avere una sorta di colloquio, parlare tra i compagni, far capire che tante dinamiche e tante cose non vanno bene.
Poi, se uno capisce, bene, così ne usufruisce anche la squadra. E se poi non capisce, ti devi trovare altre soluzioni».
