L'ex arbitro Marelli: "Rizzoli? Ha fatto un errore colossale. Orsato era troppo vicino al fallo di Pjanic: ecco cosa intendeva"

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L'ex arbitro Marelli: Rizzoli? Ha fatto un errore colossale. Orsato era troppo vicino al fallo di Pjanic: ecco cosa intendeva

L'ex arbitro Marelli sugli ultimi casi del calcio

Ultime calcio - L'ex arbitro Luca Marelli ha parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio:

"Sono state delle linee guida e fino ad ora abbiamo visto tante buonissime prestazioni. Quella che mi ha convinto meno forse è Del Cerro Grande in Francia-Germania ma forse sono di parte perché non mi fa impazzire".

Perché questa distanza con gli arbitraggi cui siamo abituati?
"Due motivazioni: la prima è sulla linee guida, a livello internazionale l'on-field review si usa molto meno che nei campionati, non solo l'Italia. La seconda, forse meno intuitiva, è comunque logica: all'Europeo ci sono gli arbitri migliori, normale che ci siano meno errori e meno necessità del VAR di intervenire. Pensiamo al terzo gol del Portogallo con l'Ungheria, valutata regolare di pochi centimetri: un capolavoro dell'assistente. Finora ci sono state solo tre reti annullate con la tecnologia".

Il livello italiano com'è?
"Siamo un po' in difficoltà, abbiamo solamente Orsato che tra l'altro è candidato fortissimo per la finale. Mi auguro non succeda, giusto perché spero nell'Italia. Non fosse così, molto probabile ci sia lui. Il problema è che i gradini successivi non sono occupati, anni fa avevamo più di un arbitro di livello europeo. Ci vorrà tempo per tornare a quei fasti ma del materiale c'è. Però non può essere una casualità questo arretramento di dieci anni".

Dove deve intervenire Trentalange?
"Nella comunicazione, c'è necessità di cambiare. In fondo Orsato ha detto a 90° Minuto una banalità a livello arbitrale, cioè che l'errore di Pjanic non l'ha visto poiché troppo vicino. Lo sapevamo già dal giorno dopo. Rimane solo questo, con le scuse. Che doveva dire di diverso? Non andava fatta in questa maniera, bisognava chiedergli cosa significasse la questione del troppo vicino. Provo a spiegarvelo io: in un cinema vuoto, dove vi posizionate? Nel mezzo. Le prime file sono da evitare, troppo vicino".

Quanto c'è bisogno di comunicare le regole del gioco?
"Sto cercando da un po' di tempo di portare un po' di cultura delle regole. La narrazione del calcio a livello regolamentare a un certo punto è diventata tipo social, con ognuno che diceva quello che voleva. Così si sono diffuse e ripetute cose senza senso, diventate come fatti".

C'è un aspetto da copiare su questi arbitraggi?
"Sì, la prevenzione. Su questo Rosetti era bravissimo: notate quanto poco tempo perdano nonostante il caldo. Non è nemmeno una questione di falli, sono pochi meno rispetto al campionato italiano".

Rizzoli rimarrà designatore della Serie A?
"Lo spero, perché di designazioni tecnicamente ne ha sbagliate veramente poche. Non possiamo considerare colpa sua la discesa da eccellente a buono della media arbitrale, bensì di politiche sbagliate. Al primo anno di C.A.N. unite Rizzoli ha insistito molto sui giovani, sta lavorando su di loro. Però c'è molto da lavorare sul VAR".

In che modo?
"Resettando tutto. Quanto emerso nelle ultime settimane di campionato è che gli arbitri stessi siano in grandissima confusione, dovuta al fatto che non si capivano più i momenti in cui sarebbe dovuto intervenire o meno? Da marzo in poi non si è capito più niente".

Perché si è arrivati a certe dichiarazioni di Rizzoli?
"Rizzoli ha fatto un errore colossale, le persone così in vista devono controllare i concetti fondamentali nelle interviste. Considerate che lui, senza raduni, non vede i suoi arbitri da un anno e mezzo: le informazioni veicolate dagli organi d'informazione diventano patrimonio degli arbitri stessi, quando le leggono".

Cosa si aspetta da Trentalange?
"Che ci sia una netta divisione tra la parte amministrativa e quella tecnica. Si è sentito troppo il presidente negli ultimi anni: tutte queste apparizioni devono essere spazzate via, o quantomeno interrogare il presidente AIA sulle questioni amministrative, generiche. Le questioni tecniche devono essere degli organi tecnici, nominati appositamente. Serve una netta divisione dei poteri".

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