Juan Jesus: "VAR? Fatto passo indietro, non vedo miglioramenti ma solo polemiche! Con questo casino diventa difficile appassionarsi al calcio, tocchi uno e vola dieci metri..."
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Ultime news verso Napoli-Como di Coppa Italia: l'intervista di Juan Jesus a SportMediaset
Ultime news SSC Napoli - Juan Jesus, intervistato da SportMediaset prima di Napoli-Como di Coppa Italia, ha parlato della questione arbitri:
“Come sta il gruppo? A me non piace aggrapparmi alle difficoltà, ma stiamo andando avanti grazie al gruppo che nelle difficoltà sta tenendo botta. Col Genoa sapevamo sarebbe stata difficile, ma abbiamo risposto bene ed approfittato delle opportunità di una buona partita. Il gruppo è stato solido.
VAR? Ho vissuto due epoche del calcio, come De Rossi. Se ci sono cose che possono aiutare l'arbitro a sbagliare meno e migliorare il calcio, ben venga. Ma oggi ci sono discussioni su tutto: sui rigori, sulle punizioni, sulle ammonizioni, sulle espulsioni... Non vedo miglioramenti su niente, si discute e fa polemica a proposito di tutti, di ogni squadra. Penso che sia stato fatto un passo indietro invece che avanti.
C'è un po' di confusione, se c'è una linea va seguita oppure si poteva lasciare com'era prima del Var. Per esempio il mio fallo di mano contro il Lecce: cosa potevo fare di diverso? Avevo il braccio vicino al corpo, l'avversario era lontano, la palla mi ha solo sfiorato il dito, poi chiaro che se lo rivedi al monitor te ne accorgi. Ma anche coi pestoni: il calcio si gioca coi piedi, ci sta toccare il piede di un altro. Allora se in area lo step on foot è rigore, ogni tocco simile fuori dall'area deve essere punizione.
Difficile appassionarsi al calcio se tutto diventa caos, ho sentito le parole di De Rossi al riguardo così diventa un brutto sport. Ho vissuto un calcio in cui non si entrava di cattiveria, ho giocato contro Chiellini, Bonucci e Barzagli, ho avuto come compagni Samuel, Lucio e Chivu: tutti difensori fisici e di contatto. Se avessero giocato oggi, avrebbero giocato una partita sì e una no...
Quanto è diventato difficile fare oggi il difensore? Il nostro lavoro è difendere e in Serie A non vedo giocatori cattivi, negli anni ’90 era tutto un po’ più libero tra gomitate ed entrate forti: era uno sport più bello da vedere, i calciatori non si lamentavano mentre ora tocchi un calciatore e questo vola dieci volte. Se non trovi Thuram, Bonny e Lukaku tocchi uno che vola dieci metri e condiziona l’arbitro a sbagliare. Penso a Parma-Bologna, il difensore salta e colpisce Castro: dobbiamo saltare come le sagome? È un movimento naturale, per noi difensori è complicato difendere in area e diventa tutto un calcio finto”

