Il Sole 24 Ore, Bellinazzo: "Multiproprietà usate per sfruttare il sottobosco del calciomercato"

Le Interviste  
Il Sole 24 Ore, Bellinazzo: Multiproprietà usate per sfruttare il sottobosco del calciomercato

Bellinazzo a TMW

Serie A - Nel consueto appuntamento del lunedì con Scanner, programma a cura di Giulio Dini su TMW Radio, è intervenuto il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, che ha parlato del regolamento, approvato nel 2015 in seguito alla vicenda del Parma, sulle acquisizioni delle società: “Il principio è condivisibile, il problema è che la verifica avviene a posteriori, quando l’operazione è già stata conclusa, e le verifiche successive sono prive di sanzione. Negli ultimi anni non abbiamo avuto tanti casi di acquisizioni da parte di soggetti legati al malaffare. La direzione è quella giusta, ma bisognerebbe trovare delle formule diverse”.

Sono davvero così stringenti i controlli sul mantenimento del bilancio in pareggio in Premier League?
“L’accesso al club della Premier League dà griglie molto selettive. I controlli possono essere anche di carattere politico, come nel tentativo del principe saudita di acquistare il Newcastle, che fu bloccato. Sulla gestione contabile e la salvaguardia dell’equilibrio patrimoniale, i club inglesi hanno patito molto in questi due anni di pandemia, ma la Premier fattura il triplo della Serie A, e quei disavanzi sono meno preoccupanti”.

In Italia ci sono regole molto stringenti sulle multiproprietà
“La FIGC, proprio qualche giorno fa, ha varato un set di regole molto precise, perché mancava una norma specifica che definisse questo divieto. Entro il 2024 le multiproprietà esistenti dovranno essere sciolte. In Europa abbiamo una situazione variegata con tantissime multiproprietà, come il City Football Group, che ha partecipazioni cinesi, americane, con al centro il Manchester City, ma che non ha altre società di fascia alta in Europa. Lipsia e Salisburgo asseriscono entrambe alla Red Bull ma, essendoci in Germania il divieto per un privato di possedere più del 50% di un club, il Lipsia formalmente appartiene a un’associazione di tifosi: un escamotage che permette alle due squadre di stare dentro la stessa competizione come la Champions League. Questo è un vulnus che la UEFA prima o poi dovrà affrontare. Le multiproprietà possono essere oggetto di strumentalizzazioni e di azioni poco lecite, come i club che fanno transitare diversi giocatori, giocando sul sottobosco del calciomercato, un fenomeno nascosto su cui la FIFA, la UEFA e le stesse società dovrebbe avere maggiore attenzione”.

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