Gattuso ricorda: “Napoli-Verona? Mazzata incredibile! Bosnia? Faticato per mesi ad addormentarmi”

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Autore Dino Viola Giornalista pubblicista · Analista dei dati

Gennaro Gattuso si è raccontato senza filtri al Festival dello Sport di Trento, ripercorrendo alcuni degli episodi più intensi della sua carriera. Nel panel “Non mollare mai”, l'ex centrocampista ha parlato della Nazionale, della parentesi al Napoli, del Mondiale 2006 e di alcuni momenti particolarmente dolorosi della sua vita privata.

Gattuso, Napoli-Verona e Nazionale

Tra i ricordi più difficili c'è quello legato alla Nazionale e alla sconfitta contro la Bosnia, un episodio che ha lasciato una ferita profonda. Gattuso ha ricordato quanto, nel calcio come nella vita, gli episodi possano cambiare completamente il destino: “Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l’Ajax, al Milan, ma al 90’ eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l’Australia in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita”.

L'ex azzurro ha poi difeso le persone che hanno condiviso con lui quell'esperienza: “Devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. Normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l’ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l’ha fatto apposta a prendere il rosso”.

Una delusione che ha avuto conseguenze anche sul piano personale: “All’inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare”.

Tra gli altri ricordi spicca Napoli-Verona, una partita che costò agli azzurri la qualificazione in Champions: “Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile”.

Gattuso ha poi elogiato Gasperini e ricordato il Mondiale 2006, attribuendo a Lippi un ruolo centrale nella costruzione del gruppo: “Gasp è sempre stato presente. Mi chiamò e mi disse di tener duro, che gli piaceva come stava giocando in quel periodo. Gasperini dopo Sacchi ha portato un cambio epocale nel calcio. Fa parte di quella categoria là. Io e tanti colleghi proviamo a fare quello che fa lui, ma difficilmente ci riusciamo”.

Infine, Gattuso ha parlato della sorella scomparsa e della propria salute: “Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla, pagherei tutto quello che ho per passare il tempo con lei, mi manca”. E sulla malattia: “Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vita. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiano e si va avanti così”.

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