FIGC, Gravina su Maradona: "Era l'estasi del calcio, il suo genio un'opera d'arte"

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FIGC, Gravina su Maradona: Era l'estasi del calcio, il suo genio un'opera d'arte

Gravina ricorda Maradona

Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Diego Armando Maradona, il più grande campione di tutti i tempi. Aveva compiuto 60 anni il 30 ottobre scorso; reduce da un delicato intervento chirurgico alla testa, sembra che ad essergli fatale sia stato un arresto cardiorespiratorio secondo le notizie rimbalzate dall’Argentina.

In Italia ha vinto due scudetti con il Napoli, facendo sognare una città che ancora oggi lo ricorda con tanto affetto; con la maglia dell’Argentina ha disputato quattro mondiali e vinto quello del 1986 prima di guidarla come allenatore nel 2010. Nel 2014 el Pibe de Oro è entrato a fare parte della  Hall of Fame del calcio.

Rattristato come tutti da questa grave notizia, il presidente della FIGC ha espresso il suo cordoglio, anche a nome di tutta la Federazione: “Maradona – questo il suo ricordo - ha rappresentato l’estasi del calcio, il suo genio calcistico è un’opera d’arte che rimarrà per sempre nella storia. Lo salutiamo con passione, con la stessa passione con cui ha fatto innamorare del calcio più di una generazione di tifosi in Italia e nel mondo”.

Da giovanissimo Maradona è già un fenomeno assoluto, il suo mancino e il suo estro incantano le folle, e a 16 anni disputa la sua prima stagione tra i grandi dell’Argentinos Juniors, diventando ben presto il più limpido talento del Sudamerica. Con un curriculum di 166 presenze e 116 reti, passa al Boca Juniors, sua squadra del cuore, ma dopo appena una stagione con la maglia gialloblu, il Barcellona lo porta in Spagna. La sua avventura catalana dura due stagioni, 36 partite, 22 gol e tre trofei spagnoli conquistati (campionato, coppa e supercoppa).


Nel 1984 Maradona si trasferisce al Napoli. In Italia inizia per “el Pibe de Oro” una nuova vita calcistica e il suo livello di rendimento raggiunge cime mai viste. Il suo arrivo porta la squadra partenopea a una dimensione sconosciuta, sia in campo nazionale che europeo e in sette stagioni vince due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa UEFA.

Il suo più grande capolavoro lo riserva per la propria Nazionale, nel 1986, al Mondiale messicano, quando al termine di un torneo giocato in maniera sublime, porta sul tetto del mondo i colori argentini.

La stagione 90/91 a Napoli segna, di fatto, la fine della carriera di Maradona a grandissimi livelli: Siviglia, Newell’s Old Boys e Boca Juniors saranno le ultime maglie che vestirà prima di dare il suo definitivo addio al calcio nel 1997.

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