Ferrara: "Ho visto il vero Diego, oltre il calcio. Mi volle alla Bombonera! Addio al Napoli? La società me lo disse da inizio anno"

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Ciro Ferrara si racconta in un'intervista a Il Mattino: parla del centenario del Napoli e di Maradona

Ultime notizie SSC NapoliL'edizione odierna de Il Mattino ha intervistato Ciro Ferrara, ecco alcuni passaggi interessanti:

Chi era il suo idolo da ragazzino tra quelli che hanno vestito la maglia del Napoli?

«Da bambino giocavo a calcetto con mio fratello e i suoi amici. E siccome ero il più piccolo mi mettevano in porta. Ecco perché avevo in mente Dino Zoff. L'altro idolo ce lo avevo in casa perché d'estate mio padre partecipava ai tornei sulla spiaggia di Serapo e io lo osservavo».

Il suo ricordo più bello della storia del Napoli?

«Ovviamente direi gli anni in cui giocavo io in azzurro. Perché ho avuto la possibilità di giocare con grandi campioni e partecipare a partite memorabili».

Ci racconti l'emozione del tuo esordio?

«Fu un Napoli-Juventus. In quel momento ho capito che avrei potuto continuare su questi livelli. Ero andato tante volte in panchina e tante volte c'era stata l'occasione di entrare ma poi c'era stato un contrattempo. In quella partita entrai e feci bene marcando Boniek. La partita successiva, Udinese-Napoli, giocai titolare e feci veramente schifo. Così capii come gestire la pressione. In quella settimana avevo debuttato, avevo 18 anni, e ci fu grande attenzione su di me e avevo perso i punti di riferimento. Per fortuna cambiai subito registro».

Ciro Ferrara: il rapporto con Maradona al Napoli

In quel decennio ha condiviso lo spogliatoio con Maradona...

«E ho visto il vero Diego, andando oltre l'aspetto sportivo. Perché solo io so quello che mi ha trasmesso. Mi tornano in mente la sua presentazione, il primo ritiro insieme, quando dopo 2 giorni mi disse di dargli del tu. E poi i successi e gli abbracci che con Diego non sono mai stati banali e che ancora oggi mi fanno venire i brividi. Come dimenticare il fatto che mi abbia voluto alla Bombonera per il suo addio e che venne a Napoli per la mia partita di addio».

Ciro Ferrara con Maradona

Per lei quanto è stato difficile lasciare Napoli e il Napoli?

«Ero il capitano e sentivo di poter essere una bandiera ancora per tantissimi anni. Ero nel pieno della mia carriera ma ero a conoscenza della mia cessione già dall'inizio della stagione. La società mi aveva fatto capire come stavano le cose. È stato difficile, ma mi ha permesso di rimettermi in gioco in un ambiente totalmente diverso».

E allora dove può arrivare il Napoli nei prossimi cento anni?

«Abbiamo imparato sulla nostra pelle che non bisogna porre dei limiti alla provvidenza. 20 anni fa probabilmente nessuno avrebbe immaginato i due scudetti in tre anni perché c'era dello scetticismo. Il Napoli può continuare a rimanere su questi livelli sognando sempre più in grande anche in Europa provando magari a vincere anche lì. Una cosa è certa: il percorso fa ben sperare».

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