Ferrara: "Ho indossato con orgoglio la fascia da capitano, ora con Insigne è sul braccio di un altro napoletano"

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Ferrara: Ho indossato con orgoglio la fascia da capitano, ora con Insigne è sul braccio di un altro napoletano

A Radio Marte nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Ciro Ferrara, ex calciatore: “Nel dopo Maradona quella fascia da capitano del Napoli pesava abbastanza, ma qualche soddisfazione ce la siamo tolti e con orgoglio ho indossato la maglia e la fascia da capitano del Napoli. Oggi, mi fa piacere che sia sul braccio di un altro napoletano, Lorenzo Insigne. Sono stato fortunato a vivere in un'epoca in cui c'erano grandi giocatori in Italia e noi difensori ci trovavamo a marcare gli attaccanti più forti in circolazione e quindi ho vissuto un periodo molto importante, sono stato fortunato. Ho imparato tanto, ho appreso tante nozioni anche perchè ho vissuto il passaggio da marcatura a uomo a marcatura a zona. Il mio percorso non lo cambierei perchè ho giocato e sfidato grandissimi campioni e ho esordito marcando Boniek, non uno qualunque. Oggi le formule sono cambiate, ma l'Europa League non si può trascurare, deve essere un obiettivo importante e credo che lo sia per il Napoli. Deve essere l'obiettivo perchè si tratta di un trofeo ed è vero che non è la Champions, ma resta un titolo importante. Noto un po' di sfiducia, scoramento e delusione nell'ambiente Napoli perchè si vuole vincere, ma il percorso che il Napoli sta facendo in questi ultimi anni è quello di una società che vuole vincere, ma che trova davanti a se una Juventus sempre più difficile da contrastare. I 52 punti del Napoli in classifica valgono anche perchè in altri campionati sarebbe primo in classifica o comunque lotterebbe per il vertice. Il fatto che la Juve sia distante non deve diventare un alibi ed è vero che tra secondo e quarto posto non cambia molto perchè si traduce sempre in un posto in Champions, ma per una squadra come il Napoli da anni in vetta, è importante continuare a tenere botta e non credo che la squadra azzurra sia rassegnata volutamente. Quest'anno si festeggia il trentennale della coppa Uefa e non bisogna mai dimenticare il passato, sono orgoglioso di quello che è stato fatto. Ho segnato gol più belli di quello in finale con lo Stoccarda, ad esempio in un Roma-Napoli, ma il più importante resta sicuramente quello”

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