Del Genio: "Conte così perde lo spogliatoio: gli spifferi dicono che ai calciatori non sono piaciute le sue dichiarazioni"

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Paolo Del Genio, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha criticato duramente Antonio Conte dopo le sue parole seguite alla sconfitta di Bologna. “Dire che i giocatori fanno il compitino equivale a dire che non stanno dando il massimo, che non fanno i professionisti”, ha sottolineato il giornalista, definendo “gravissime” le accuse del tecnico verso la squadra.

Secondo Del Genio, Conte dovrebbe chiarire alla società se è ancora in grado di gestire la situazione, invece di scaricare le responsabilità sul gruppo. “Non è un’attenuante dire ‘è fatto così’: dopo le sconfitte attacca sempre tutti, ma l’autocritica resta superficiale.

"Un allenatore che arriva alla conclusione che i giocatori non lo seguono più e fanno il compitino, e che pensano al proprio orticello... Sono accuse gravissime! Uno scenario, quello disegnato da Conte, in cui deve dire alla società che ha constatato tutto questo e di essere in grado di risolvere tutto questo. Se non fosse capace di farlo, agisse di conseguenza. Non mi sembra un'attenuante dire 'Lo sapete com'è Conte, è fatto così. Dovunque ha avuto questo tipo di atteggiamento nei confronti della società a volte e dei giocatori altre volte. E' un suo modo di porsi.

Ringraziando la sua bravura e anche il Signore che gli ha dato una mano, poi, gli viene concesso tutto ciò. Altri allenatori non potrebbero mai avere queste reazioni dopo le sconfitte. Dopo le sconfitte va in conferenza e attacca sempre, attacca senza mezzi termini. Il passaggio di autocritica che fai è autocritica fino a un certo punto perché dice tutto e non dice niente. Per me un'autocritica precisa si fa quando si parla di cose tecnico-tattiche: dovrebbe dirci perché il Napoli non riesce a uscire da dietro, perché il Napoli muove la palla così lentamente e via discorrendo.

Se non ce la spiega lui qualcosa di tecnico-tattico e la mette sul piano motivazionale, ma chi ce la spiega? Gli allenatori guadagnano quanto guadagnano perché sono bravi a mettere le squadre in campo, non perché sono bravi a caricare i calciatori". Fin quando se la prende coi media, coi tifosi, finanche con la società può pure andare bene. Ma quando l'attacco è diretto ai calciatori, poi i calciatori sono quelli che devono andare in campo e devono fare quello che dice lui. Gli unici che contano, per arrivare ai risultati, sono gli allenatori e i calciatori.

Gli spifferi dicono che ai calciatori non sono piaciute queste dichiarazioni, ovviamente. Sarebbe strano il contrario. Anche perché è una cosa che non si tocca con mano. lo la cosa che vedo è che al terzo passaggio il Napoli la butta lunga: lì sono le motivazioni o è un argomento tecnico-tattico? L'uscita dal basso non mi pare che si possa fare con le motivazioni".

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