De Laurentiis: "Spalletti resta anche l'anno prossimo, i big via solo per proposte indecenti! La verità su Allegri al Napoli" | VIDEO
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Ultime notizie SSC Napoli - Aurelio De Laurentiis ha parlato di Allegri e del futuro di Spalletti e dei titolari al premio Bearzot
Notizie calcio - Aurelio De Laurentiis ha parlato nel corso della premiazione a Luciano Spalletti che ha vinto la XII edizione del Premio Nazionale 'Enzo Bearzot', riconoscimento promosso dall'Unione Sportiva ACLI in collaborazione con la Figc.
De Laurentiis al premio Bearzot a Spalletti: le dichiarazioni
Di seguito le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli, dove ci sarà la cerimonia di consegna della XII Edizione del Premio Nazionale ‘Enzo Bearzot’, prestigioso riconoscimento organizzato dall’Unione Sportiva Acli con il patrocinio della Figc, quest’anno assegnato al tecnico del Napoli, Luciano Spalletti:
"Siamo partiti dal basso. Nel 1996 avevo immaginato di uscire cinema e calcio e nel 1999 mi presentai con un assegno di 125 miliardi e Ferlaino mi fece causa Me ne ero anche dimenticato perché i miei figli si stavano laureando a Los Angeles. Poi nel 2004 ero a Capri per le vacanze e non sapevo che il Napoli fosse fallito. Vidi Gaucci che voleva comprare il club per 5 milioni. Appena ho saputo del fallimento, contro il parere di mia moglie e di mio figlio Luigi, che voleva impadronirsi di Hollywood e non voleva mi 'incasinassi', andai avanti e gli dissi: "figlio mio, cosa vuoi che sia il calcio rispetto al cinema che è così complesso?". Così è partito quest'avventura bellissima partita 18 anni fa. Ricordo che da Los Angeles andavo in questi campetti del Sud a prendere sputi in testa e a chiudermi negli spogliatoi, pensai: pensa che passaggio di carriera. La mia famiglia contentissima. Alla fine mia moglie è diventata tifosa, si strappa i capelli quando gioca il Napoli, non si può vedere la partita con lei mentre io sono 'inglese' nell'approccio.
Sono felice per il premio vinto da Spalletti. La mia è stata una felice intuizione. Ho dovuto depistarlo. Gattuso in quel momento non si sentiva bene e andai a Milano al Bosco Verticale per incontrare Spalletti, che avevo sentito già prima che andasse alla Roma e disse di no. Venne ad aprirmi e gli dissi: Luciano ho un grosso problema, se non si dovesse sentire bene Gattuso ho bisogno di te E lui: no, a giugno vengo. Alla fine gli strappai un sì anche per l'immediato se fosse servito. Poi siamo andati avanti fino a giugno perché sono un gentiluomo e non ho voluto segare Gattuso. Forse sarei andato prima in Champions se l'avessi fatto. Nel frattempo per depistare tutti passai per Conceicao, per Allegri che venne per quattro volti a farmi lezione di calcio nei miei uffici e poi alla fine venne il bravo Luciano a riportarci tra i primi tre in Italia e anche quell'anno, lo scorso, poteva accadere qualcosa di diverso.
Scudetto? Se le regole del calcio fossero diverse forse lo scudetto lo avremmo portato a Napoli già altre volte. A fine stagione sarà una super festa. Spalletti resterà a Napoli. Dei giocatori restano tutti? C'è sempre la proposta indecente, i numeri li fanno gli altri. Noi aspettiamo. Sono dei ragazzi straordinari. I miei contratti sono unici, vengono dal cinema, quindi nessuno si muove se noi diciamo di no. Vedremo".

