Corbo: "Contro il Barcellona un Napoli molto intelligente. Messi? Forte ma è la pallida fotocopia di Maradona"

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Corbo: Contro il Barcellona un Napoli molto intelligente. Messi? Forte ma è la pallida fotocopia di Maradona

Ultime calcio Napoli - Antonio Corbo editorialista di Repubblica, è intervenuto a “Napoli Magazine Live”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli:

“Se si guarda la partita con il Barcellona, il Napoli ha giocato con grande intelligenza tattica, chiudendo tutti gli spazi, ed era l’unico modo in cui poteva affrontare la squadra blaugrana che non mi è sembrata ai massimi livelli ma che resta molto forte, anche per i tanti campioni che ha. Anche al Napoli, però, mancavano giocatori importanti, come Koulibaly, che quando sta bene vale mezza difesa, credo che il senegalese abbia avuto una recidiva perché è da troppo tempo che è fermo. Quando ci sono i grandi appuntamenti i tifosi ci sono sempre, quest’anno un po’ meno, anche a ragione, perché è venuta a mancare la squadra, poi negli ultimi tempi Gattuso è riuscito ad imporre una certa disciplina che probabilmente era proprio quello che mancava. Messi ha fatto la sua partita ma ancora una volta ha dimostrato di essere la pallida fotocopia di Diego Armando Maradona. Avevo già conosciuto Diego ai Mondiali di Spagna nel 1982, poi lo rividi nel New Jersey quando scoprimmo che il Napoli era sulle sue tracce e da quel momento non mi sono più staccato da Diego ed è stato poi un piacere raccontare la storia del suo passaggio al Napoli. Messi è un grandissimo giocatore che però difficilmente vince da solo, solitamente contribuisce alla vittoria, al contrario di Maradona che vinse il Mondiale in Messico nel 1986 con otto disoccupati al suo fianco, parliamo di gesta leggendarie. Mertens ha fatto un bellissimo gol, è stato bravissimo, ha 33 anni, vive un tramonto d’oro che sempre tramonto è, se vuole un rinnovo alle cifre e per la durata che si leggono, sarei un po’ perplesso perché potrebbe non essere un buon affare e non avrei nulla da obiettare se la società non dovesse rinnovare. La trattativa del rinnovo di Mertens mi sembra come quelle trattative per comprare le ville a Miami. Mi viene in mente Sarri e cosa sta vivendo per aver voluto accontentare la famiglia. Oggi è prigioniero di un contratto molto ricco, è un allenatore molto discusso, mi dicono anche che la Juventus quando parla trema, perché alle volte dice cose poco gradite. Non credo si sia pentito della scelta fatta perché se voleva diventare ricco c’è riuscito, non è più l’uomo con la tutina e i versi di Bukowski in tasca, oggi arriva in giacca e cravatta alle conferenze stampa e forse è lo stile di vita che cercava. Rinnoverei il contratto a Milik ma deve migliorare in alcuni fondamentali. Ho visto giocatori come Graziani, tornato a Roma da Campione del Mondo, lavorare sotto la guida di Liedholm, facendo a pallonate contro il muro per colmare alcune lacune e non vedo perché non dovrebbe farlo anche Milik che tra l'altro, potrebbe migliorare molto il suo rendimento sotto porta. Mario Rui senz’altro è stato notevolissimo, si impegna molto, vedo che protesta anche meno con gli arbitri, mi sembra sempre più un punto di riferimento, da riserva di Ghoulam si è trasformato in sostituto dell’algerino con grandissima dignità, anche Elmas mi è piaciuto molto ultimamente, closì come Insigne che sta interpretando molto bene il ruolo di capitano sia dentro che fuori dal campo, superando il periodo critico, quando si comportava più da capopopolo che da leader di un club di Serie A. L’emergenza coronavirus? Il Governo forse ha gestito con un po’ di leggerezza perché non si è preoccupato dell’eco dell’immagine italiana nel mondo. Il Governo italiano vive con sofferenza il costante urto di Salvini che non ha certamente un progetto politico, non ha un’immagine, non ha una visione, però sa catturare i voti, perché in Italia basta promettere un reddito di cittadinanza o di andare in pensione prima, lasciando buchi miliardari nel bilancio dello Stato, mentre governare significa anche imporre scelte impopolari per il benessere futuro dei cittadini, cosa che non sa fare l’esecutivo in carica o non vuol fare per non perdere il consenso e tutto questo danneggia l’immagine dell’Italia all’estero, seminando panico e paura anche all’interno dei confini nazionali. Per il resto credo che anche i poveri italiani deceduti erano purtroppo penalizzati da patologie pregresse, oggi invece, il Governo d’intesa con le Regioni, ha deciso giustamente che sarà data comunicazioni solo dei contagiati più gravi e non degli asintomatici".

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