03-12-2019
11:30
Ultimissime calcio Napoli - Costanzo Celestini ha parlato del momento del Napoli ai microfoni de Il Mattino:
Il vostro ritiro serviva a...
«Innanzitutto, a cercare di compattarci. Ma poi anche a capire un po' il momento che stavamo passando. Dovevamo ritrovare lo spirito di squadra e di spogliatoio che si era perso e che rischiava di farci entrare in un pericoloso tunnel di risultati. Era il primo anno di Diego a Napoli ed eravamo partiti con ben altre ambizioni all'inizio della stagione».
Nel Napoli, però, ci sono tanti giocatori di lungo corso...
«È vero, ma nel gruppo di senatori ci sono un paio di giocatori in scadenza di contratto e quindi ci sono troppi interessi differenti: i procuratori ti mettono in testa chissà cosa».
Un mese fa ci fu l'ammutinamento per il ritiro imposto dalla società, ieri la squadra ha accettato la stessa misura adottata però da Ancelotti: stupito?
«Già quello era un momento nel quale bisognava ammettere gli errori e accettare la decisione del presidente. Se poi ci arriva l'allenatore con un mese di ritardo, forse vuol dire che la società aveva visto giusto prima».
Nel vostro caso Marchesi, oggi Ancelotti: qual è il ruolo dell'allenatore in questi casi?
«Non è una situazione facile perché, pur di ottenere un risultato, il tecnico deve anche finire per apparire come antipatico. In questo momento Ancelotti forse vuole metterseli contro per spronarli e arrivare a un risultato positivo».
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