Venturin a CN24: "Il Napoli fu la mia fortuna in un'annata complicata: ho una gara ancora in testa. La sorpresa di Diego a Mosca e la reazione dello spogliatoio alla squalifica" | VIDEO

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Giorgio VenturinGiorgio Venturin
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Autore Bruno Galvan Giornalista professionista · Calciomercato, Economia dello Sport e statistiche

Giorgio Venturin ha rilasciato alcune dichiarazioni a CalcioNapoli24 sul suo anno trascorso come calciatore del Napoli

Giorgio Venturin è stato solo un anno nel Napoli, stagione 1990-91, ma fu una pedina molto preziosa di quella squadra. Il centrocampista ha svelato ai nostri microfoni come nacque la trattativa tra il Napoli ed il Torino, il ricordo della Supercoppa e le ultime apparizioni di Diego Armando Maradona con la maglia azzurra. 

Un racconto che Venturin ha fatto nella “Notte dei Leoni” con le Napoli Legends che hanno affiancato al calcio un progetto anche per il sociale: l’evento è infatti legato a iniziative di beneficenza sul territorio campano, con fondi destinati alla ricostruzione del Teatro del Carcere Minorile di Nisida e al sostegno della Fondazione Santobono Pausilipon, impegnata nell’assistenza pediatrica.

Intervista Giorgio Venturin a CalcioNapoli24

Ultime notizie SSC Napoli - Giorgio Venturin si è raccontato ai microfoni di CalcioNapoli24 TV dall’Hotel Palazzo Esedra, ripercorrendo le tappe principali del suo anno vissuto nel Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni:

Napoli ha rappresentato la tua prima esperienza in A. Eri reduce dalla stagione al Torino: come nacque il trasferimento? “Avevo appena finito il campionato con il Toro. All’epoca, c’era Mondonico che voleva Fusi in granata ed allora, il direttore Luciano Moggi chiese un giovane di belle speranze al Torino. Ci fu questo scambio e per me è stata una grandissima fortuna”.

Il tuo impatto con la realtà di Napoli. “Logicamente parliamo di altri tempi e modi di vivere il calcio anche da parte nostra. Il mio impatto fu bellissimo perché la prima gara ufficiale fu per me la finale di Supercoppa contro la Juventus. Non giocai quella partita, ma vedere lo stadio gremito in quella maniera mi fece capire subito di essere capitato in una piazza speciale”.

Come ha vissuto il giovane Giorgio uno spogliatoio pieno di campioni come Maradona, Careca e tanti altri? “Devo essere sincero, non avevo questa sensazione a quei tempi. Probabilmente, abbiamo capito con gli anni l’importanza di avere uno come Maradona e di quanto fosse forte comunque quella squadra. Quel momento l’ho vissuto come un giovane che doveva darsi da fare per diventare un calciatore professionista. Al Napoli ho giocato solo una stagione, ma è stata una tappa importante. Al primo anno di A sono riuscito a ritagliarmi uno spazio”.

Quella annata iniziò in maniera tormentata: risultati deludenti e prime tensioni tra società e Maradona. “Fu l’ultimo anno di Diego con noi prima di essere squalificato a marzo. Lui andò via in maniera repentina. Il campionato non fu granché. Per le aspettative che c’erano non facemmo bene. In più uscimmo dalla Coppa contro lo Spartak ai rigori. Dal punto di vista personale fu una stagione invece importantissima per me: giocai tantissimo in una squadra storica”.

Raccontaci l’episodio dell’aeroporto con Napoli in partenza per Mosca e Diego a casa. Partirono De Napoli, Crippa e Ferrara in taxi per andare a casa sua…“Fu una sensazione stranissima. Eravamo nel 1990, non esistevano i cellulari ed usavamo ancora i gettoni per telefonare. Fu un momento di difficoltà perché andare ad affrontare uno Spartak forte senza Maradona faceva tanto. Poi Diego arrivò a Mosca con un suo aereo personale. Non fu una vigilia semplice per tutti. Nessuno si aspettava che arrivasse Diego in Russia, fu una sorpresa quando lo vedemmo entrare nella hall dell’albergo. Quella gara incise con l’eliminazione. Sarebbe stato molto importante se fossimo riusciti a superare il turno”.

Come accolse lo spogliatoio la notizia della squalifica di Maradona?

“Non fu una cosa facile perché tutti sapevano dell’importanza di Maradona nello spogliatoio. Restare senza il faro ,i leader non fu semplice infatti quella annata finì in maniera decorosa, ma gli obiettivi stagionali erano ben altri”.

Perché la tua avventura a Napoli durò solo una stagione?

“Moggi lasciò il Napoli per divergenze con la società. Il direttore tornò al Torino ed io ero in comproprietà tra i granata e gli azzurri e fui riscattato proprio dal Torino. Lasciai il Napoli, ma comunque andai in un’altra squadra competitiva”.

È l'anno del centenario del Napoli. Cosa auguri al club?

“Faccio i migliori auguri. Solo chi ha la fortuna di giocare nel Napoli può capirne l’importanza per i napoletani sparsi in tutto il Mondo”.

Il ricordo indelebile che ti lega al Napoli: una partita, un momento nello spogliatoio, un aneddoto mai raccontato!

“Quel Napoli-Juve 5-1 di Supercoppa me la ricordo ancora. Quella è l’immagine che mi è rimasta nella mente con la gente che andò in giro a festeggiare questo trofeo”.

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