Benevento, Insigne: "Oggi se segno... Non esulto! Ancelotti pazzesco, magari mi allenerà in futuro! Lorenzo? Si lamenta perché ci tiene, sui giovani napoletani…" [ESCLUSIVA]

Esclusive fonte : dai nostri inviati a Dimaro-Folgarida, Guadagno, Guardasole, Novellino e Scala
Roberto Insigne, attaccante del Benevento, a Calcio Napoli 24 TVRoberto Insigne, attaccante del Benevento, a Calcio Napoli 24 TV

PINZOLO (TN) - Intervista a Roberto Insigne in esclusiva per Calcio Napoli 24 TV, attaccante del Benevento ceduto quest'estate dalla SSC Napoli. Tanti argomenti per CN24.

PINZOLO (TN) - Intervista Roberto Insigne ai microfoni di CalcioNapoli24TV. L'attaccante del Benevento, ceduto quest'estate dalla SSC Napoli, Roberto Insigne, si confessa ai microfoni di Calcio Napoli 24 al nostro inviato, Ciro Novellino.

Roberto Insigne, intervista esclusiva a Calcio Napoli 24 dell'attaccante del Benevento

Roberto Insigne in esclusiva ai nostri microfoni racconta della cessione dal Napoli al Benevento, delle prime sensazioni con Pippo Inzaghi, aneddoti sullo spogliatoio del Napoli. Ma tratta anche di Sarri alla Juve, di Lorenzo Insigne capitano di questa squadra e dei giovani promettenti come Luperto e Tutino, immancabile un ragionamento sulle difficoltà che incontrano i giovani napoletani ad esplodere in Campania.

Come ti trovi a Benevento? Ci fai un bilancio dopo il primo anno?

"Sto molto molto bene qui, infatti quando quest'estate il direttore mi ha chiamato e mi ha detto che il Benevento mi riscattava, io ero molto molto contento e sono stato contento di tornare qua".

Benevento è una realtà diversa rispetto a Napoli. Ci sono meno pressioni, meno aspettative. Quali analogie e quali differenze?

"La differenza la fa solo la categoria: Benevento è una piazza in cui i tifosi vivono per questo e per il calcio. Lo si vede dal fatto che ad ogni allenamento c'è sempre gente, lo stesso quando giochiamo sia in casa che in trasferta. L'unica differenza la fa la categoria".

Pippo Inzaghi è stato un grande attaccante, quanto puoi imparare da lui. Cosa vorresti rubargli?

"Spero di imparare la sua freddezza sotto porta, quindi lo guardo molto con attenzione. Sono sempre attento a ciò che mi dice, quindi spero di fare più gol possibili".

Quali sono gli obiettivi personali e quelli di squadra per questa stagione?

"A livello personale spero di fare molto meglio dell'anno scorso. Come squadra, vediamo: siamo tranquilli e sereni e con i piedi per terra. Aspettiamo inizi il campionato e poi vediamo".

Adesso c’è Napoli-Benevento, emozionato per questa prima volta?

"E' sempre una bellissima emozione giocare contro il Napoli, l'unica cosa che mi dispiace è che non c'è mio fratello Lorenzo, però sono molto contento di giocare contro il Napoli".

Se segni esulti?

"No no! (ride, ndr)".

Foggia ha dichiarato che oggi si rischia la figuraccia contro il Napoli. Come mai, non siete ancora pronti?

"Non so, bisogna chiederlo a lui e non so a cosa si riferiva".

Quale è stata la tua reazione alla cessione definitiva da parte del Napoli?

"Ero contentissimo perchè qui a Benevento mi sono trovato molto bene, dove non siamo riusciti ad arrivare in finale Play-Off ma ce l'abbiamo messa tutta e speriamo di riprovarci quest'anno".

Ti ha allenato Maurizio Sarri, ti saresti mai aspettato che andasse alla Juventus?

"Non me l'aspettavo, no. Però sono contento per lui: è un mister che merita molto per come fa giocare le squadre e come persona".

Sei allenato oggi da un grandissimo come Pippo Inzaghi, ma quanto ti sarebbe piaciuto essere allenato da Ancelotti?

"Sono due persone entrambe straordinarie, ho la fortuna di essere allenato qui adesso da Pippo Inzaghi. Chissà un domani magari...".

Hai vissuto sei mesi lo spogliatoio azzurro. Ci racconti qualche aneddoto che ci faccia capire quel gruppo?

"E' un gruppo straordinario, questo è merito di Carlo Ancelotti perchè è un allenatore pazzesco: sia in campo che fuori dal campo, tiene sempre lo spogliatoio unito e ride e scherza con tutti. E' una grandissima persona".

Hai sentito Lorenzo? È atteso questa sera a Dimaro per il ritiro...

"Sì sì, ieri sera l'ho sentito!".

Ti ha detto qualcosa sul futuro?

"No no, mi ha fatto solo l'in bocca al lupo per stasera!".

Ancelotti ha dichiarato che Lorenzo deve avere un atteggiamento da capitano, secondo te a cosa si riferisce?

"Dev'essere più responsabile certamente, ma mio fratello anche l'anno scorso, anche quando non aveva la fascia, ha sempre dimostrato di avere personalità e di tenerci alla maglia".

Hai giocato con Zerbin e altri di questi giovani presenti in rosa. Secondo te chi può sfondare in questo momento?

"Secondo me credo e spero Gennaro Tutino, dopo che l'ho visto l'anno scorso".

Tutino e Palmiero, li senti?

"Sì, Gennaro di più: è un ragazzo eccezionale, un bravissimo ragazzo. L'anno scorso ha dimostrato di poter stare tranquillamente in questa categoria (in Serie B, ndr), anche se può fare anche il salto secondo me".

Un altro che ha fatto molto bene a Napoli è Sebastiano Luperto, tu cosa gli consigli: di restare a Napoli o giocare altrove?

"Dipende, io personalmente andrei a giocare. Anche se lui l'anno scorso ha fatto comunque circa 10 presenze, ha avuto diverse occasioni e ha giocato abbastanza. Io personalmente andrei a giocare, ma se lui è contento così va bene".

Ci sono tanti talenti napoletani in giro per l’Italia esplosi lontani da Napoli. Chi meglio di te può darci una giusta chiave di lettura. Perché secondo te per i ragazzi napoletani è così difficile affermarsi al Napoli? È un problema di pressioni o di settore giovanile?

"Io sono stato nove anni con il Napoli, lo vedo più come un problema di strutture: non c'è una struttura per far crescere i nostri giovani. Parliamoci chiaro, Napoli è sempre stata una piazza dove i giovani hanno sempre fatto più fatica. Guardate mio fratello: per giocare in Serie A col Napoli ha dovuto fare 20 gol in B col Pescara e vincere un campionato. Fai sempre più fatica quando sei giovane, ancor di più se sei napoletano".

Roberto e Lorenzo Insigne col Napoli

Roberto Insigne parla di Lorenzo Insigne a CN24

Lorenzo l'anno scorso ha avuto qualche difficoltà con pubblico e in qualche occasione anche con Ancelotti. Lui è il capitano di questo Napoli però, Ancelotti e De Laurentiis lo stimolano sempre. Da lui ci aspetta sempre tanto essendo il simbolo di Napoli

"No (in riferimento ai problemi con Ancelotti, ndr). Dici bene però, Lorenzo è il simbolo di Napoli sia fuori che dentro al campo. L'anno scorso è stato un pochino 'beccato' per atteggiamento, ma lui è un capitano a tutti gli effetti. Quando gioca suda la maglia, corre, lotta e litiga in campo con tutti: è un giocatore che non vorrebbe mai perdere. Ci sta che a volte quando esce sbraita o si lamenta, ma non lo fa perchè pecca di presunzione: lo fa solo perchè ci tiene".

Che effetto ti ha fatto vederlo al San Paolo con la numero 10, anche se era la maglia della Nazionale?

"Mio fratello per me è un idolo, quindi è stata un'emozione indescrivibile".

RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: CALCIONAPOLI24 TV

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