Potare i rami secchi per un Napoli più fresco e in salute: il lifting al bilancio di De Laurentiis non è uno sfizio

Editoriale  
Aurelio De LaurentiisAurelio De Laurentiis

De Laurentiis rivede la strategia aziendale

Napoli - "In che senso?". Chissà a quanti di voi sarà venuta in mente questa frase del celeberrimo film "Un sacco bello" di Carlo Verdone quando De Laurentiis, nella splendida cornice dell'Hotel St.Regis di Roma, sciorinava monologhi e talvolta supercazzole da fare invidia a Tognazzi. Al di là della prolissità delle risposte dove molti si sono persi (servirebbe più ritmo direbbe il buon Freccero), il presidente del Napoli ha detto a grandi linee quale sarà la strategia aziendale in vista della prossima stagione. De Laurentiis, da uomo navigato d'impresa, vestirà i panni dell'agricoltore andando a tagliare tutti i rami secchi che non producono più redditività salvaguardando invece quelli buoni. Tradotto in parole povere e per chi non mastica economia: via quei calciatori considerati un lusso per età e costo del lavoro lordo mentre verranno tenuti coloro in grado di poter garantire ancora una fase crescente. I 156 milioni lordi pagati per gli stipendi di calciatori, staff ed area tecnica sono una cifra astronomica. 

CHE FINE HA FATTO IL TESORETTO?

Il Covid ha giocato un brutto a scherzo a tutti. De Laurentiis, grazie alla sua politica aziendale dove nel periodo in cui il Napoli vinceva il proverbiale scudetto dei bilanci ha pensato in maniera lungimirante di accantonare riserve in previsione di eventuali risultati negativi sportivi e di bilancio, è riuscito parzialmente a compensare i vari rossi di gestione. Ora però anche quel famoso tesoretto (tirato sempre in mezzo dagli anti-presidenzialisti)  è arrivato alla soglia limite e bisogna preservarlo. Il Napoli deve effettuare tagli, non sta a noi dire in quale misura, ma dovrà farli senza sbagliare nulla. La scelta di autoprodursi le maglie è coraggiosa in un mercato in piena crisi, dimostra come Aurelio non sia 'prenditore' ma imprenditore. Senza considerare le partenrship con la Konami ed Armani che daranno qualcosa in più al brand S.S.C. Napoli. Sul piano tecnico, come già accennato in precedenza, non si faranno follie. L'obiettivo sarà far quadrare i conti costruendo una squadra competitiva ma ringiovanita nei punti cardine con calciatori validi e con ingaggio più light. Chi parla di ridimensionamento fa un autogol. Il Napoli non si ridimensionerà ma effettuerà un lifting aziendale in modo da sembrare più fresco, bello e soprattutto in salute.

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