Se Neres non stava bene, chi ha dato l’ok al rientro in campo? C'è stato un cortocircuito?

Editoriale ico calendario ico orologio23:08  
Se Neres non stava bene, chi ha dato l’ok al rientro in campo? C'è stato un cortocircuito?

Il Napoli quest’anno è stato falcidiato dagli infortuni, e a leggere e sentire un po’ di comunicazioni dall’interno uno dei termini che spesso si legge è la sfortuna. Nel 2026. Insomma, regge poco o comunque non ci si può nascondere dietro. In questa stagione c’è stato un calciatore rimasto sano dall’inizio alla fine? Sì, solo quattro: Giovanni Di Lorenzo, Eljif Elmas, Luca Marianucci e l’ormai turco Noa Lang. Il resto della rosa ha saltato almeno una partita. Almeno.

di Claudio Russo (@claudioruss)

Se l’ultimo è Vanja Milinkovic-Savic, quello su cui c’è qualche dubbio in più è David Neres. Mettiamo da parte il bicipite femorale, che è le moda della stagione 2025-2026: dopo il soleo dell’anno scorso, quest’anno il bicipite femorale ha steso prima Amir Rrahmani, poi Kevin De Bruyne, Frank Anguissa, adesso Milinkovic-Savic. Tra le tante partite saltate dai calciatori del Napoli quest’anno, 172 ed aumenteranno ancora, ci sono alcuni passaggi che francamente creano ulteriori dubbi. E che fanno sorgere alcune domande abbastanza semplici.

Che tipologia di comunicazione c’è tra lo staff tecnico e quello medico della SSC Napoli? C’è sinergia? C’è una linea comune tra lo studio medico dei dati ed il lavoro da fare sul campo? C’è un metodo condiviso? Sicuramente “quello che è capitato quest’anno mai visto. È un po’ maccheronico dirlo ma un po’ di sfortuna ci ha perseguitato”, citando l’intervista della scorsa settimana del capo dello staff medico, il dottor Canonico. Ma se “la scienza non è democratica”, detto nella stessa intervista, allora ci si può porre dei dubbi.

Un esempio? Amir Rrahmani. Che si fa male ad inizio settembre. Il 10 il dottor Canonico afferma che il kosovaro “ha avuto un trauma minore, credo che salterà un paio di partite. Contro il Pisa? Potrebbe essere a disposizione, considerando che c'è anche una settimana tipo poi dopo il Pisa per arrivare al Milan. Dopo la guarigione clinica va completata la guarigione sportiva e l'inserimento in gruppo: sono aspetti che vanno a incastrarsi con il calendario”. Ritorno di Amir Rrahmani in panchina? Il 28 ottobre, 48 giorni dopo. C’è stato un problema nell’inserimento in gruppo? C’è stato un percorso condiviso nei dati che intercorrono tra lo staff medico e lo staff tecnico?

Non c’è motivo per dubitarlo, anche perchè parliamo di professionisti di livello altissimo tra i quali “c’è una collaborazione che va oltre il quotidiano - raccontava lo stesso dottor Canonico il 27 dicembre 2024 -, con il professor Coratti ed i collaboratori Cacciapuoti e De Felice c’è una collaborazione che va oltre il quotidiano, sui giocatori nuovi sulla base di una serie di test atletici e medici c’è un interscambio quotidiano, spesso sono loro a chiederci se conviene fare un allenamento di forza o diverso. Certo ci vuole anche la capacità e l’intelligenza di sapersi adattare, se ognuno rimane sulle proprie posizioni l’obiettivo comune può venire meno. Lo staff atletico con noi collabora tanto ed è la prima chiave di volta nel rapporto tra area sanitaria e tecnica”.

Il nome che fa più rumore, ovviamente, è quello di David Neres. Che è volato a Londra per un consulto prima di operarsi alla caviglia nella giornata di oggi. Neres si fa male il 4 gennaio contro la Lazio, lascia l’Olimpico in stampelle. Trauma distorsivo alla caviglia sinistra, trapela un cauto ottimismo ma in realtà salta sia il Verona, sia l’Inter. La caviglia gli fa ancora male, poi contro il Parma entra nel secondo tempo ed esce prima della fine. Stellini, vice di Conte, dice: ”Aveva dato disponibilità per uno spezzone, ma quando è entrato le forze ricadono sulle articolazioni e ha sentito di nuovo dolore, non stava bene”. Se non stava bene, chi ha dato l’ok al rientro in campo?

Prima di Napoli-Sassuolo, 17 gennaio, l'allora squalificato Antonio Conte parla prima della partita e alla domanda sugli infortuni dice “Sentite i dottori, io faccio l'allenatore”. Ed i dottori effettivamente due giorni dopo rispondono, perchè il dottor Canonico fa il punto della situazione sugli infortuni e parlando di Neres afferma che “aumentando i carichi di lavoro, il ragazzo avverte ancora dolori: quindi non è partito per Copenaghen, ci siamo un attimo frenati. Ha ripreso il percorso di riabilitazione e facciamo un rallentamento. Vediamo per Torino, con il Chelsea è un'ipotesi, ma è difficile. L'ideale adesso sarebbe di non forzare e non spingere”. Si è spinto? Si è forzato? Come si è finiti ad optare direttamente per l’operazione chirurgica, che comporta tempi di recupero più distanti nel tempo ed una seconda parte di stagione irrimediabilmente compromessa? Qualche ora più tardi, a Copenhagen, Conte afferma che Neresda solo ha avuto un problema al tendine. Sono cose inspiegabili, non è questione di campi o di altre cose”.

Delle due l’una: o c’è stato un problema di gestione dei metodi e delle tempistiche di rientro dei calciatori all’interno della SSC Napoli, oppure siamo al cospetto del paranormale, dell’esistenza reale e concreta della sfortuna, e quindi bisogna ripensare la propria vita da oggi in poi. C'è stato un cortocircuito?

Bonus: Anguissa. Anche lui bicipite femorale, con “rientro previsto tra Copenaghen e Juve, avevamo anticipato un po' i tempi perché aveva risposto bene alle terapie e aveva svolto la riatletizzazione”. Poi si è bloccato con la schiena e “non era prevedibile questo attacco di lombalgia abbastanza forte: questo ci ha rallentato. Stiamo riaumentando i carichi di lavoro, siamo fiduciosi che in settimana o fine settimana si riaggreghi alla squadra”. Ad una settimana da queste dichiarazioni del responsabile dello staff medico della SSC Napoli, il dottor Canonico, si attende che la schiena dia segnali migliori.

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top