Se Ghoulam dice certe cose dopo anni, il fatto è serio

Editoriale  
Se Ghoulam dice certe cose dopo anni, il fatto è serio

Faouzi Ghoulam ieri sera ha ammesso che nel Napoli, da anni, c'è qualcosa che i giocatori non hanno ancora saputo risolvere

Otto punti nelle ultime otto partite di Serie A sono uno dei rendimenti peggiori dell’intero campionato, e vedono il Napoli fare meglio solo di Salernitana (1), Cagliari (4) e Genoa (3), al pari dello Spezia e del Venezia. I punti persi con la parte sinistra della classifica, invece, sono tanti: 14 dall’Inter, 3 dal Milan, 11 dall’Atalanta, 11 dalla Juventus, 5 dalla Roma, 6 dalla Fiorentina, 5 dalla Lazio, 4 dall’Empoli e 4 dal Bologna. Da inizio novembre, il Napoli ha perso sulla strada pezzi importanti e punti preziosi, e si mantiene in zona Champions League grazie all’ottimo inizio di campionato.

Napoli, i dati sono impietosi

Ieri sera, tuttavia, terza sconfitta consecutiva al Maradona (dato che non accadeva da gennaio 2020), seconda partita senza gol. Contro Atalanta, Empoli e Spezia 71 tiri totali, 17 nello specchio della porta (24% di precisione) e solo 2 gol (11,76% dei tiri nello specchio, 2,8% dei tiri totali): i freddi dati sono questi, ma non possono essere l’unica spiegazione assieme alle assenze, sicuramente importanti, di Koulibaly, Fabian, Insigne ed Osimhen a cavallo di questo periodo.

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L’ammissione di Ghoulam

Se c’è un problema di concentrazione nel Napoli, la conferma definitiva - anche se è da anni che in molte partite ‘importanti’ i calciatori vengono meno -, arriva dalle parole di Faouzi Ghoulam:

“E’ una cosa di noi calciatori che dobbiamo risolvere se perdiamo certi punti, non è solo quest'anno ma è da più anni e dobbiamo dimostrare la qualità mentale e calcistica. Non è un problema dello staff o dell'ambiente, ma solo di noi calciatori".

Non c’entra Spalletti, il quale comunque potrebbe avere - e ha avuto finora - un impatto dal punto di vista mentale, non c’entrano certo i tifosi che in questi mesi sono tornati a sostenere la squadra al netto delle visioni chiuse della Questura. Se c’è un problema nel Napoli, è un problema intrinseco al gruppo e, di conseguenza, dei leader tecnici - più che carismatici - presenti tra i calciatori: a detta del portierino Hubert Idasiak “i leader nello spogliatoio sono Lorenzo Insigne, Kalidou Koulibaly e Dries Mertens”. Di questi tre, due hanno il contratto in scadenza e vicissitudini alterne, il terzo è infortunato e con la Coppa d’Africa salterà in tutto un terzo di stagione.

Leader tecnici, più che carismatici, di un gruppo che spesso va perdendosi nelle occasioni più importanti dove vanno definiti i limiti del Napoli. Evidenti nel momento del bisogno, quantomeno nelle ultime tre partite. Al di là delle assenze, degli infortuni, che comunque hanno una loro parte all’interno del calo generalizzato del Napoli, il problema del carisma è qualcosa ormai atavico, che dura sin dai tempi di Benitez e del carattere ‘che non si compra al mercato’. Al limite del noioso, purtroppo.

Le affermazioni di uno come Ghoulam non possono non far rumore, o almeno essere notate: è qui dal 31 gennaio 2014, certe partite le ha giocate - e viste, post infortuni - e lo spogliatoio l’ha vissuto. Se dice certe cose, a distanza di così tanto tempo, il fatto è serio e non basta una singola giocata a risolvera.

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