"Rigori al Napoli? Bisognerebbe mettergli le maglie a righe". Il Comandante Coerenza si è alleato al Palazzo

Editoriale  
Maurizio Sarri alla JuventusMaurizio Sarri alla Juventus

Cos’è la fedeltà? Caro Maurizio, (ci permettiamo di darti del ‘Tu’).

E cos’è la coerenza? Tu e la Juventus. Stai, anzi, hai rinnegato te stesso. Perché giustamente sei un professionista. Sei un Allenatore. E te lo meriti. Ma perché? Perché ergersi a paladino, Masaniello di un popolo. Complice questo popolo di averti reso tale. Ma sono le nostre azioni a scrivere la carta d’identità. Le tue continue bordate, il tuo continuo difendere a spada tratta Napoli e la napoletanità. Li dipingevi come soprusi, lo hai definito ‘potere’, ‘palazzo’. No, caro Maurizio. L’errore sta a monte. Non ora che scegli la Juve. Ma quando di questa Juve parlavi con una tuta di altro colore. La tua comunicazione, la tua gestualità hanno portato al San Paolo le persone ad idolatrarti, a prenderti come esempio di un movimento. Sbagliando. Perché come hai detto tu, le bandiere non esistono più. Il calcio è professionismo. E allora perché? Perché gridare le tue origini, la tua filosofia in completa contrapposizione con quella che hai sposato. Hai reso il calcio una questione politica, nella migliore accezione del termine. Appartenenza. E adesso vesti i panni di coloro che hai additato come Palazzo.

Ma ha sbagliato anche chi ti ha messo lì. Ha sbagliato chi ti ha considerato più di un allenatore. Quando la smetteranno i tifosi e capiranno che questo, per molti, è solo un lavoro, sarà troppo tardi. Tanti, dopo Higuain, hanno giurato fedeltà solo al Comandante. Forse hai dimenticato, caro Maurizio, che queste sono parole tue: “Mi è sempre piaciuto essere chiamato così, perché mi fa sentire il rappresentante di Napoli”. Sei ancora sicuro di meritare quell’amore incondizionato che tu stesso dici di provare?

Non c’è mai stata e mai ci sarà critica per chi sceglie un percorso professionale piuttosto che un altro. Non fu per Higuain, non avverrà per te. Ma per chi si è crogiolato nell’essere fondatore e persecutore di una filosofia e poi l’ha rinnegata. “Farei questo mestiere anche gratis” e “Nel prossimo contratto vorrei arricchirmi”. Questa è la sintesi di Maurizio Sarri. Grande allenatore, dalle grandi incoerenze comunicative.

Ma a confronto, caro Maurizio, Gonzalo Higuain deve essere rivalutato. Riabilitato. Via (quasi) da signore. La sua posizione, il Pipita, la prese con forza e tranquillità: voleva andare via, la Juventus fu l’unica a poter e voler offrire la clausola. Contento lui, contento De Laurentiis. Che non è esente da colpe, con Higuain e con Sarri. Ma stavolta, a livello di immagine, riesce a farsi superare dal cosiddetto Maestro. Da te, Comandante Coerenza, che prima riesci ad ammaliare i tifosi con le tue arringhe, e poi li pugnali dietro una serie di uscite a mezzo stampa che non fanno altro che ammorbare l’idea che ci si è fatti di te.

Il più grosso dispiacere, tuttavia, è verso i tifosi del Napoli. Quelli che si sono lasciati - a questo punto lo si può dire - abbindolare da te. Dalla retorica della tuta, del bel gioco, dello scudetto perso in albergo, delle scaramanzie, della storia del bancario che arriva alla grande occasione della carriera. Da chi ha storto il naso quando qualcuno voleva andare ai funerali del povero Astori. Dispiace perchè il tifoso del Napoli, sempre alla ricerca di un santino da venerare anche oltre i confini del terreno di gioco - dai tempi dell’addio di Maradona -, giustamente si sente tradito.

Ma come, non eri uno del Popolo? Ma quale popolo. A livello umano, sul piano sportivo ricordi Efialte di Trachis, Vidkun Quisling, il maresciallo Petain. Più che Comandante, viene in mente l’agente FBI Robert Hanssen. Che lavorava da una parte e, poi, si scopriva traditore dall’altra. Le vittime? I tifosi che, inconsapevolmente, si sono donati anima e corpo ad una ideologia adesso spazzata via. Ma le batoste servono a far crescere e, come il triangolo a sinistra formato da Ghoulam-Hamsik-Insigne, la giocata giusta l'hai servita proprio tu: “L’evoluzione è figlia delle sconfitte”. Evolveranno anche i tuoi ex-tifosi.

Fino al Palazzo, dicevi. Con diciotto uomini si può fare il colpo di stato. Beh, fino al Palazzo ci sei arrivato eccome. Se non puoi sconfiggerli, alleati con loro. Ma adesso basta con questa menata del Comandante e del Maestro, basta. Complimenti per il trasferimento, te lo sei meritato. Ma se l’avventura bianconera dovesse essere un fallimento sportivo, Napoli sarà la prima ad esultare. Sarristi indomiti permettendo, ovvio: quest’ultimi sarebbero capaci di diventare paurosi ibridi. Tifosi del Napoli, contro De Laurentiis, pro-Sarri, simpatizzanti della Juventus. ¡Qué horror! Quelle horreur! “La professione può portare ad altri percorsi” : sì, ma il cuore? Ah, vero. Nel calcio non c'è più, come le bandiere ed i santini.

Per rinfrescarci la memoria, alcune tue frasi nei confronti della Juventus e della tua nuova tifoseria:

31 gennaio 2016: “La Juventus è palesemente di un'altra categoria, noi ci siamo ritrovati in questa situazione solo per l'inizio di campionato difficile dei bianconeri. Non so se Insigne e Higuain possono colmare il gap con la Juventus. Alla lunga il fatturato pesa"

20 agosto 2016: “A me sono girati davvero i coglioni quando esponenti della Juve parlavano di Higuain mentre era un nostro calciatore ed io non farò quello che hanno fatto loro"

21 gennaio 2018: Vedendo il calendario, la Juve ha gare abbastanza abbordabili, a parte che per la Juventus lo sono tutte, e questo potrebbe metterci pressione. Penso sia stato un errore mastodontico fatto dalla Lega, in alcune gare si poteva mediare e creare soluzioni simili, quindi o giocare in contemporanea o fare giocare qualche gara avanti noi. Si è verificata una combinazione su un milione. Mi dispiace, sono certo che si sia verificata in buona fede, ma un minimo di dubbio sulle capacità di chi deve organizzare queste cose mi viene"

22 aprile 2018: “Dito medio ai tifosi della Juventus? Non si trattava di tifosi, con i quali anzi abbiamo scherzato in albergo. Era un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani. Il gesto era per loro”

29 aprile 2018: “La gente non ha più fiducia nel calcio italiano? Bisogna pensare solo al campo senza secondi pensieri, io non voglio pensare a nient'altro. Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi finirà anche quello che vediamo in Italia. Il rischio è perdere tanti appassionati che hanno la sfortuna di tifare squadre che sanno di non vincere mai. Impoverendo il sistema, si impoveriscono anche i più ricchi"

7 settembre 2018: “Lo scudetto? Mi capita di ripensarci. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Mal di pancia per Inter-Juve? Sì. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita"

PS. Un'ultima richiesta: al primo coro anti-Napoli cerca di confermare quel dito medio... Senza rancore, sei un professionista. Ma per comunicazione ne hai di strada da fare.

Ah, quasi dimenticavamo... 

9 settembre 2015: "Rigori al Napoli? Bisognerebbe fucilare i giocatori, oppure mettergli le maglie a righe…"

di Claudio Russo e Leonardo Vivard

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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