Rischio motivazioni per un desertico secondo posto: il Napoli non perde oggi lo scudetto, lotta non c'è mai stata

Editoriale  
Rischio motivazioni per un desertico secondo posto: il Napoli non perde oggi lo scudetto, lotta non c'è mai stata

Tra ricordi infelici e secondo posto ormai in cassaforte. Le occasioni le ha (e se le divora) il Napoli. Ceccherini ha non pochi problemi sulle incursioni di Zielinski senza palla. Ma Mertens idolatra Lafont su due tiri che dovrebbero tradursi in un doppio vantaggio per gli azzurri, nulla da fare...

La mole di gioco c'è, Lafont tra una parata e l'altra trascorre un pomeriggio da protagonista. E qui sorge il problema: nel rapporto occasioni create e quelle concretizzate. Il Napoli sciupa, troppo. E non è la prima volta.

Resta un secondo posto ormai acquisito. Difficile anche trovare gli stimoli con un campionato già delineato da settimane. Lì Ancelotti dovrebbe fare da assicurazione. 

Cosa succede da qui alla fine? Il rischio che si assista a gare con scarsa tensione è concreto. Lo sprint non arriva nemmeno dalla panchina: Verdi e Milik non incidono. Insigne prosegue nel suo periodo grigio, nonostante il gol con la Sampdoria, non lascia il segno con la fascia di capitano al braccio. La responsabilità e il lascito di Hamsik non bastano: Lorenzo non colpisce.

Pioli incarta Ancelotti: nel risultato almeno è così. Ma la sfida del tecnico di Reggiolo comincia proprio adesso. Le gambe girano, il problema è nella testa.

Il Napoli non perde oggi lo scudetto, perché non ha mai potuto lottare. Inutile far drammi. Un pari a Firenze ci può anche stare. Cruciale diventerà la capcità di darsi ancora un motivo per lottare, almeno in campionato. 

E' cambiato l'albergo rispetto allo scorso anno. Ma il Napoli torna a casa con un punto...

@LeonardoVivard

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