Il primo 4-2-3-1 targato Carlo Ancelotti

Editoriale  
Carlo Ancelotti, allenatore della SSC NapoliCarlo Ancelotti, allenatore della SSC Napoli

Primi sprazzi di cambiamento in casa Napoli. Carlo Ancelotti, quest'oggi, ha provato il 4-2-3-1: Verdi trequartista, Palmiero playmaker e Tutino prima punta.

Ci ha messo qualche mese ma alla fine ci è riuscito. D'altronde come sarebbe potuto essere diversamente: da un allenatore con un curriculum vitae da far invidia a chiunque ci si aspetta questo ed altro. Carlo Ancelotti, a Napoli, ci ha messo un po' per farsi apprezzare. Giunto tra l'entusiasmo dei più e lo scetticismo di pochi, il tecnico di Reggiolo si è dovuto far strada nelle insidie dell'ambiente napoletano. Tifosi esigenti, la pesante eredità di Maurizio Sarri e la voglia di vittoria hanno caratterizzato il suo percorso sin dalle prime battute. 

Lazio, Milan e Sampdoria le prime squadre da battere: 9 i punti guadagnati nelle tre uscite d'esordio sulla panchina partenopea. Dopo la convincente prestazione contro la squadra blucerchiata, gli azzurri hanno dovuto affrontare la Fiorentina. A pesare, però, le assenze di Raul Albiol per infortunio e di Marek Hamsik, all'epoca promesso sposo alla Cina. E' il 4-4-2 il modulo che l'allenatore ex Milan ha scelto per esaltare le qualità dei propri giocatori. Da quel match, lo schema di gioco diventa una costante: il 4-4-2 di base resterà il modulo per tutta la stagione. 

Diverse, però, le varianti messe in scena, a seconda del momento della gara: il 2-5-2-1 in fase di possesso, con i terzini alti a sostegno del centrocampo e il duo Insigne-Callejon alle spalle di Arek Milik.


(Foto assoanalisti.it)

E' questo lo spettacolo visto per tutto il resto della stagione, fino all'ultima di campionato contro il Bologna, persa per 3-2.

Complice un secondo posto a distanza siderale dalla Juventus, complice una scottante eliminazione dalle coppe europee, tanti sono stati i supporters che hanno invocato il cambio di modulo. D'altronde, i tifosi azzurri sono di bocca buona: con il nuovo modo di intendere il pallone, l'esaltante modo di giocare targato Maurizio Sarri è rimasto solo un lontano ricordo. 

Magari, chissà, proprio per questo, Re Carlo vuole accontentarli. 

Ieri, sul campo di Carciato a Dimaro-Folgarida, seppur con una rosa decimata a disposizione, si sono visti i primi sprazzi di cambiamento. 

Non a caso, a destare curiosità è stato proprio l'esercitazione messa in scena intorno alle 17:50. Pubblico ammutolito, addetti ai lavori con gli occhi pronti a scrutare ogni minimo particolare. In campo, in una mini partitella a quattro porte, si è visto il primo 4-2-3-1 targato Carlo Ancelotti.

A dir la verità, un primo abbozzo si era già notato nelle ultime uscite stagionali: in quelle occasioni, però, Fabiàn Ruiz, piazzato sull'esterno, si accentrava alle spalle di Milik e di uno tra Mertens ed Insigne, dando modo all'esterno basso di salire ancor di più sulla fascia. 

A far la differenza, quest'oggi, è stata la presenza di un trequartista puro, nello specifico Simone Verdi, allineato a pieno con Amin Younes a sinistra e Jose Maria Callejon sulla destra. L'ex Bologna ha seguito a ruota i movimenti della prima punta Gennaro Tutino

Questa la formazione vista nel pomeriggio:

  • Malcuit, Maksimovic, Luperto, Ghoulam; Palmiero, Rog; Callejon, Verdi, Younes; Tutino. 

I due centrali di difesa, fermi in pianta stabile sulla propria mattonella, hanno fatto partire l'azione. Subito dopo il movimento dei due esterni difensivi, decisi a salire ad accompagnare la manovra; in mezzo al campo, Luca Palmiero nel ruolo di playmaker e Marko Rog nei panni del mediano di rottura. Al momento del tocco di Callejon ad imbeccare la prima punta, l'attaccante olandese ha stretto al centro e ha accompagnato i movimenti di Verdi e dello stesso Tutino. Da sottolineare il dettame del tecnico: ogni pallone è passato tra i piedi del ragazzo visto a Cosenza nell'ultima stagione, con il croato volto ad inserisi di tanto in tanto.

Al momento solo una bozza. Ma non da sottovalutare. A dimostrarlo è l'acquisto di Kostas Manolas, roccioso centrale difensivo che affiancherà Kalidou Koulibaly. I due, con ogni probabilità, daranno il via all'azione e alla spinta offensiva di Faouzi Ghoulam e Giovanni Di Lorenzo. Non a caso, è stato lo stesso Ancelotti a svelarlo nella sua prima uscita stagionale dinanzi ai media.

"Manolas è forte, saremo più offensivi con questa coppia difensiva, con una linea più avanzata e giocando tante volte nell'uno contro uno".

Tutto da scoprire, il cambiamento è nell'aria...

di Simone Guadagno.

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