Fine della sofferenza

Editoriale  
Fine della sofferenza

Il pareggio del Napoli con la Roma ha quasi posto la parola fine ai sogni di scudetto ma anche fine alla sofferenza.

Proviamo a vedere il lato positivo, anche nella partita in cui si salutano le ultime speranze tricolori. Ecco, proprio in virtù di ciò, la squadra può finalmente scrollarsi di dosso quella paura che è comparsa dalla sfida interna con l'Inter, la allora prima in classifica. Magari a breve rivedremo un gioco più spensierato.

Se non si tratta di paura, guai a parlare di personalità (pare che sia da superficiali) anche in questo timoroso pareggio con la Roma. Aggiorniamo così la tabella dei punti persi in casa giusto per ridare fiato a quelle idee strane delle nostri parti sul nome dello stadio, chissà perchè. 

Da domenica potremmo rilassarci e tornare ad essere contenti del piazzamento Champions e come al solito accontentarci nel sentir dire di essere usciti dalla lotta scudetto a testa alta. Dalla prossima, meno speranze prontamente disattese: meglio così.

D'altronde quotidiani e opinionisti nazionali lo hanno ripetuto sino alla noia che l'ambiente di Napoli non è abituato alla lotta scudetto. Probabile sia vero ma per avere qualche elemento sul quale ragionare tocca attenerci al campo. Sta di fatto che anche stasera si è fatto i conti con un infortunio, l'ennesimo di una stagione troppo tormentata. Non può essere solo sfortuna per una analisi onesta. L'uscita di Lobotka ha inciso in quella zona del campo e nella testa dei compagni: tra l'altro autore del lancio per Lozano che ha fruttato il rigore che ha sbloccato il match.

Se Fabian e Zielinski proseguono in un finale di stagione da irriconoscibili, allora l'assenza di Stanislav pesa il doppio e si butta all'aria il bel primo tempo di Insigne e Lozano. Spalletti ha tenuto lontana la soluzione Mertens ed ha optato infatti per un Lozano più vicino ad Osimhen ed un Insigne galleggiante tra la linea di fondo e la zona centrale della trequarti. Insigne tra i migliori come non si vedeva da un po', Lozano vivace ha dato diversi grattacapi. Il vantaggio iniziale ed alcune azioni con una Roma tenuta innocua, stavano dando ragione al tecnico di Certaldo.

Poi l'uscita di Lobotka ha dato inizio ad una inesorabile retromarcia: minuto dopo minuto ha rallentato la manovra, è retrocesso di metri e poi la mossa che non ti aspetti. Non solo non si cerca il colpo del ko contro un meritevole avversario. A dieci minuti dalla fine fuori sia Osimhen che Insigne per Mertens e Juan Jesus. Conseguente cambio di modulo, difesa a tre ed una sola punta di ruolo mentre Mourinho aveva già aggiunto propensione offensiva coi cambi. Quasi a prestare il fianco. 

E' stato un segnale negativo (di paura?) che è arrivato dalla panchina ma almeno così è finita la sofferenza. Per i sadici resta da esaminare il perchè di quella palla lenta che ha attraversato tutta l'area prima di finire da El Shaarawy.

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