Europa League, la quiete prima della tempesta

Editoriale  
Carlo Ancelotti, allenatore del NapoliCarlo Ancelotti, allenatore del Napoli

Consegnata agli archivi, nella sezione dedicata alle delusioni più cocenti, della storia l’eliminazione dalla Champions, il Napoli, in ambito europeo, pare intenzionato a tuffarsi mente e corpo in questa nuova avventura che va sotto il nome di Europa League. Una strada lunga, lunghissima, ed a tratti anche molto in salita, ma che il Napoli vuole percorrere finché avrà energie e capacità per farlo. E d’altronde il percorso non sembra nemmeno così piena di ostacoli insuperabili.

Si parte subito con un avversario agevole. Lo Zurigo, infatti, era forse la squadra migliore da pescare e stavolta, forse per la prima volta, l’urna di Nyon pare aver sorriso al Napoli. Una partenza in discesa, dunque, con gli azzurri che, tra l’altro, avranno il vantaggio di giocare il ritorno in casa, al San Paolo. Si tratta di una manna dal cielo da sfruttare per conquistare il pass per gli ottavi. E da quel momento potrebbe aumentare il ritmo delle danze. Una sorta di quiete prima della tempesta.

Europa League, Napoli: dagli ottavi il gioco si fa duro

Gli unici scontri diretti in questo primo step della fase ad eliminazione diretta sono quelli tra Sporting Lisbona e Villareal e quello tra Shakhtar Donetsk ed Eintracht Francoforte. Per il resto, la strada è agevole per tutte le altre grandi squadre. In virtù di ciò, è lecito attendersi sedici squadre di buon livello già agli ottavi, pur considerando, ovviamente, l’eventualità di un risultato a sorpresa. Lì, gli ostacoli da superare saranno tanti che si andranno a frapporre tra gli azzurri e la coppa. Le compagini da tenere maggiormente sotto osservazione sono le due inglesi, il Chelsea e l’Arsenal, mentre proprio i tedeschi di Francoforte hanno dimostrato, anche contro la Lazio, di saper essere una brutta gatta da pelare.

Per il resto, permane l’obbligo morale per la squadra di Carlo Ancelotti di fare il massimo per tentare la scalata al successo. L’Europa League è una competizione dal blasone (non è la Champions League, ma non per questo va snobbata), la piazza ha fame di successi ed un trionfo in ambito internazionale potrebbe lanciare ancora più in alto il brand Napoli. La storia deve essere maestra di vita. Guai a ripetere gli errori del passato. La via intrapresa da tutto il Napoli, nel leggere le dichiarazioni di tutti, dai dirigenti ai calciatori, pare essere quella giusta. L'ultima parola spetterà al campo. A partire dal 14 febbraio 2019.

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