Come cambia il calcio al tempo del Coronavirus...

Editoriale  
Come cambia il calcio al tempo del Coronavirus...

L'emergenza Coronavirus influirà moltissimo sul mondo del calcio e sul campionato di Serie A

Si riparte? Quando si riparte? E gli allenamenti? Sì, ma individuali o di gruppo? Allo stadio con o senza pubblico?

Mentre le autorità governative e quelle medico scientifiche fanno la guerra di opinioni, il calcio ha bisogno di riprendere. Per un motivo su tutti: l’azienda calcio, nel nostro paese, è quella che versa circa 1.3 miliardo di tasse nelle casse dello stato e che permette un giro economico quasi indispensabile. Però ripartire come? 

Le domande sono tante e si fa fatica ad immaginare il calcio ai tempi del Coronavirus, ma anche quello post epidemia. I rischi sono tanti ancora e, come dicono gli esperti, sarà impossibile attendere che il rischio di contagio sia quasi a zero oppure arrivare a trovare il vaccino, quindi è giusto trovare una soluzione che permetta alle varie aziende del mondo del calcio di rimettersi in sesto e tornare a vivere

Si parla di allenamenti individuali, ieri c'è stata un’apertura da parte di Emilia-Romagna e Campania per rendere possibili le sedute d’allenamento, non di gruppo ma per i singoli. Immaginate il calcio senza pubblico, per tanto tempo. Probabilmente è il minore dei mali, anche se l’assenza di tifoserie allo stadio porterebbe una perdita economica di circa 300 milioni di euro. 

Immaginate. In uno stadio di calcio si ridurranno le presenze a circa 100, massimo 200 persone, tra calciatori, dirigenti ed addetti ai lavori. Meglio evitare le esultanze di gruppo dopo un goal, lo scambio di gagliardetti potrà essere effettuato sì, ma a dovuta distanza. Si ridurranno i contatti fisici ai 90 minuti di gioco. Niente scambio di maglia a fine gara, niente saluti e baci tra ex compagni. Niente di niente. Niente zona mista per i giornali a fine match, niente selfie, niente conferenze stampa. 

Insomma, che calcio è? Infatti non sarà calcio, chiamiamolo in un altro modo e proviamo ad abituarci a vederlo da un altro punto di vista. Se e quando si tornerà in campo, preparatevi ad uno spettacolo mai visto prima. Però il calcio ha bisogno di ripartire, al più presto. Non c’è altra scelta. Però le misure cautelative stroncheranno ciò che di più bello c’era rimasto. Le nostre emozioni.

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