Aria buonissima, (quasi) arcobaleno: il merito sarà solo loro

Editoriale  
Aria buonissima, (quasi) arcobaleno: il merito sarà solo loro

Inconsapevolmente, Aurelio De Laurentiis ha dato un titolo ai suoi

Aria buonissima, arcobaleno. Inconsapevolmente, Aurelio De Laurentiis ha dato un titolo dei suoi. L’aria buonissima è quella del secondo posto momentaneo e solitario, l’arcobaleno è quello della Champions che sembra un po’ più vicino - roba che tre mesi fa difficilmente passava per la testa.

Su queste colonne, due mesi e mezzo fa, avevamo parlato di strazio. Resta la gestione mediocre del momento di difficoltà da parte del Napoli nella sua interezza, ma è ormai un ricordo lontano. Con il poker di stasera, il Napoli va in gol da 24 partite di fila in campionato, eguagliando la striscia di gare consecutive nella sua storia in Serie A (24 match nel 1975). Ed i meriti vanno ascritti anche a Gattuso, bravo nel tenere la barra dritta nel momento peggiore - quando la società lo ha lasciato solo dal punto di vista mediatico, prima di decretare il silenzio stampa. Per carità, la qualità a disposizione della rosa la conoscevamo anche ad inizio stagione ed era tranquillamente da piazzamento Champions, ma nel peggior momento la metà non è stata a disposizione. Bravo Gattuso, bravi i giocatori a compattarsi attorno all’allenatore e ritrovando i meccanismi e la tranquillità necessaria per risalire il campionato.

L’Udinese è parsa davvero poca roba, ha trovato il gol in maniera estemporanea nell’unica azione davvero offensiva del suo match. Impressiona molto di più la prestazione di Fabian e Zielinski, ancora più di un Osimhen che si conferma ancora: mai aggrediti sul serio dal pressing, capaci di sprigionare il proprio talento con una facilità disarmante ed una autorevolezza notevole. Un Napoli cattivo, in grado di sfruttare nel modo più efficace la profondità di Osimhen, gli inserimenti alle sue spalle grazie agli spazi aperti. E voglioso di mettersi in mostra fino all’ultimo minuto, trovando il gol stagionale numero 100. Cifra tonda, con una sensazione di tranquillità che fino a tre mesi fa avremmo sognato. Secondo attacco del campionato, seconda squadra per numero di vittorie.

Altre due partite, contro avversarie più tranquille in classifica, ed il sogno Champions diventerebbe realtà. E Gattuso, dopo aver messo in mostra anche i suoi limiti durante la stagione, passerebbe all’incasso alla cassa dei meriti. Con il suo addio dispiacerà la perdita dell’alchimia creata con i giocatori, e da ricostruire con una nuova guida tecnica. Ma sono scelte societarie, quelle che gli fecero terra bruciata dopo Verona e che oggi appaiono sotto forma di impersonali tweet. Fiorentina prima, Verona poi: il Napoli deve pensare solo a se stesso, senza guardare le altre. In caso di Champions League, i meriti saranno di Gattuso e dei giocatori, e di nessun altro. Aria buonissima, quella che avverti dopo il temporale, come quando sta per spuntare l'arcobaleno.

Napoli-Udinese 5-1
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