"Roma, Juve e Napoli si deciderà in primavera: ecco le mie percentuali scudetto. Higuain uomo chiave ma il vero fuoriclasse è un altro"
21:38
Roma, Juve, Napoli. In tre al tavolo scudetto, come negli anni Ottanta. La Juve del Trap bruciò allo sprint i giallorossi di Liedholm e gli azzurri di Marchesi, era il campionato 1980-81. «Per il calcio italiano è molto bello che sia tornata questa lotta a tre per lo scudetto tra Juve, Roma e Napoli. Lo definirei un braccio di ferro da vecchia osteria. Si deciderà tutto in primavera, come sempre. I campionati non si vincono adesso ma con i primi caldi tra l’altro più difficili da sopportare climaticamente in località come Roma e Napoli rispetto a Torino».
Ci dia le percentuali scudetto?
«Trentatre per cento Roma, trentatre per cento Juve, trentatre per cento Napoli. C’è grande equilibrio, a volte la differenza la fanno i particolari. Ad esempio devi essere fortunato a non avere troppi giocatori fuori per infortunio, soprattutto gli uomini chiave devono stare bene».
Un uomo chiave per il Napoli è Higuain?
«Assolutamente. Si è riscattato da campione con due gol contro il Torino dopo un periodo delicato per un infortunio. Un grande attaccante, completo, di esperienza internazionale. Lui è uno di quelli che sarebbe importante avere sempre a disposizione».
Il segreto di questa grande partenza è Benitez?
«Benitez è il vero fuoriclasse di questo Napoli. Ha una grande esperienza, ha vinto dappertutto: il suo carisma è fondamentale. E poi è l’allenatore ideale per una piazza passionale come Napoli, riesce a gestire al meglio le pressioni e l’entusiasmo».
Un approccio diverso quello di Rafa: giorni liberi a metà settimana, tanti sorrisi e poche tensioni...
«Un approccio che sta funzionando perché viene da un’altra cultura e porta con sé la serenità e la sicurezza di chi ha vinto tanto. In Italia la pressione mediatica, l’attenzione sul calcio è incredibile, difficile per noi italiani vivere le partite in maniera disincantata».
Domani Fiorentina-Napoli, che partita sarà?
«Una partita difficile per il Napoli, un altro esame importante: se gli azzurri riescono a superarlo avranno ancora maggiore convinzione. A Firenze mi è capitato di prendere qualche batosta da avversario, poi ho allenato lì e conosco bene l’ambiente, la spinta del pubblico è molto forte. E Montella mi piace molto per come fa giocare i viola».
La Champions può pesare sul campionato?
«In questa fase no, più avanti sì. Da febbraio in poi si fa veramente dura con tanti impegni ravvicinati».

