Calciomercato SSC Napoli - Il centrocampista scozzese del Napoli Scott McTominay ha fatto capire di vedersi a lungo nel posto in cui oggi vive, in un campionato in cui ha fatto la differenza per due anni. Può rinnovare? L'ipotesi è sul tavolo.
Il suo agente, Colin Murdock, è stato anche in città prima della partita con la Roma al Maradona, a febbraio, e le linee generali del futuro sono state tracciate, come racconta l'edizione odierna del Corriere dello Sport: ci siamo, in questo caso è davvero questione di dettagli prima di allungare fino al 2030 (o 2031).

Ultime notizie SSC Napoli - Il centrocampista del Napoli Scott McTominay è già entrato a far parte del tessuto della città dopo aver vinto lo Scudetto nella sua prima stagione con il club. Il nazionale scozzese nel mese di gennaio è stato intervistato dalla UEFA per l'edizione uscita a marzo del Champions Journal.
Scott McTominay ha abbracciato la cultura italiana e lo stile di vita napoletano, conquistando in cambio un seguito appassionato. McTominay parla di risotto, espresso e del taglio classico di un abito italiano con Alex OâHenley, mentre ripercorre 18 mesi sensazionali.
Prima di tutto, possiamo riflettere sulla mentalità di Scott McTominay come persona quando è arrivato in Italia 18 mesi fa? In che modo sei cambiato nel tempo trascorso qui a Napoli?
âSento di non essere cambiato molto. La mia personalità è molto, molto simile â se non identica â a quando ero nel Regno Unito. Forse qui hai più fiducia e senti la fiducia dellâallenatore nel farti giocare spesso, quindi direi che probabilmente è questa lâunica cosa che è cambiata. E forse i miei capelli. E bastaâ
Il ritmo della vita è diverso qui? Come ti adatti a una città diversa e alle persone?
âPer me è ancora un poâ surreale. Potevo girare per Manchester, ovunque volessi, e la gente non mi riconosceva troppo, non come succede qui. Mi ci sto ancora abituando. à molto, molto diverso. Però ti abitui e qui ti danno tanto aiuto e supporto. Câè un forte senso di famiglia con tutti, con i cuochi, i tassisti, le persone del club. à davvero bellissimo. Il senso di famiglia è qualcosa con cui sono cresciuto sin da bambino, mi piace moltoâ
Qual è stata la prima cosa che ti ha colpito a Napoli?
âLa passione delle persone qui per la squadra, per la cultura, per lo stile di vita. à ancora così intensa oggi. Non mi ci sono ancora abituatoâ
Durante il tragitto in taxi per venire qui, ho detto che avrei intervistato Scott McTominay e subito lâautista ha detto: âNumero Uno!â e âIl Re!â.
Come ti fa sentire avere unâadorazione del genere da parte della gente di questa città ?
âNon riesco a spiegarlo senza sembrare presuntuoso. Mi fanno sentire davvero speciale, cosa rara nel calcio perché câè molta critica, ci sono molte opinioni. Ma i tifosi qui⦠voglio solo ripagarli al meglio, perché dal momento in cui sono arrivato allâaeroporto è stato⦠wow! Mia madre diceva: âChe sta succedendo?â perché câerano tantissime persone lì per vedermi. Mi ha davvero sorpreso, momenti così non li dimenticherò maiâ
Qual è la differenza più grande nel giocare in Italia?
âLa differenza più grande lâho vista nella mia prima partita. Ero in panchina contro il Cagliari. Mia mamma, mio papà e la mia ragazza erano sugli spalti e sentivo queste esplosioni tra il pubblico, i fuochi dâartificio e non riuscivo a credere a quello che vedevo. à così diverso. Non avevo mai vissuto niente del genere in uno stadio prima. Ovviamente il calcio è diverso dalla Premier League e da altre cose, ma i fuochi durante le partite sono pazzeschiâ
Quando vai in giro e vedi murales e altari, la devozione nei tuoi confronti, devâessere molto gratificante.
âNon mi lascio mai troppo trasportare da queste cose perché, nel calcio, hai sempre qualcosa da dimostrare. Câè sempre la prossima partita per migliorare e anche la squadra deve migliorare. Quindi, per quanto sia grato per come mi trattano qui â staff, giocatori, tifosi e tutta la gente di Napoli â devi mantenere un equilibrio emotivo. Sarebbe facile esaltarsi e pensare di essere più grande o migliore di quello che sei, ma io non sono migliore di nessuno degli altri giocatori. Andiamo tutti nella stessa direzione, cercando di migliorare come squadra. Ci credo fermamenteâ
Dici di non essere cambiato molto, ma il tuo stile di vita? Il modo in cui mangi, vivi?
âNon esco molto di casa. Se lo faccio, è per andare a cena o a pranzo nel pomeriggio con Billy Gilmour, la mia ragazza, i miei genitori o amici che vengono a trovarmi. Per il resto, la mia vita a Manchester è esattamente uguale a quella qui. Torno a casa, recupero, mangio bene e passo molto tempo a fare terapie. A dire il vero, non è troppo diversa, a parte il fatto che qui il clima è bellissimo. à bello passeggiare lungo la spiaggia e andare in bei caffè e ristoranti a Napoliâ
Quale compagno di squadra sceglieresti per farti fare un giro di Napoli?
âPasquale Mazzocchi, al 100%. Sempre. à di qui, quindi sa tutto. Gli voglio bene, è una bravissima persona, quindi passerei una bella giornata con lui. Berremmo tre o quattro caffè doppi e poi gireremmo Napoli a vedere cosa succede. Sa tuttoâ
Parliamo di cibo. Qual è il tuo piatto preferito, per esempio?
âSono sempre stato molto fortunato. Da piccolo mia madre mi preparava tanti tipi diversi di cibo. Ho sempre amato mangiare e ho sempre avuto grande attenzione per unâalimentazione sana e per prendermi cura di me stesso. Da quando sono qui, mi piace tantissimo. Il cibo è davvero incredibile. Il mio chef a casa, che sono molto fortunato ad avere, prepara piatti fantastici e ogni volta che viene ci divertiamo molto. à quasi parte della famigliaâ
Cosa consiglieresti?
âPrima delle partite mangio sempre il risotto al parmigiano, ma a casa facciamo risotti magari con funghi ed è un poâ più pesante. Qui, quando mangio il risotto con olio dâoliva, parmigiano e sale, non mi sento appesantito. Lo stesso vale per la pasta â è molto leggera e facile da digerire. Io, Rasmus e Billy adoriamo quel risotto. Lo mangiamo sempreâ
So che tu e Billy vivete abbastanza vicini. Siete tutti nella stessa zona?
âSì, viviamo tutti insieme, a 100 metri lâuno dallâaltro â io, Rasmus, Billy, Kevin, Lobotka. à una fortuna. Se qualcuno ha bisogno di un passaggio per lâallenamento o dobbiamo andare da qualche parte, andiamo insieme. Ovviamente Kevin, per via di un infortunio, non lâabbiamo visto per mesi. à bello questo senso di famiglia con tutti così viciniâ
Puoi raccontarci del tuo rapporto speciale con il magazziniere della squadra, Tommaso Starace?
âTommy è un mito, lo adoro. Il mio italiano non è granché e il suo inglese è limitato, ma ogni volta che lo vediamo è come una figura di nonno per tutto il gruppo e per tutti a Napoli. Il suo caffè è fantastico. Non bevevo espresso nel Regno Unito e ora ne bevo due o tre al giorno. à proprio il modo in cui lo fanno qui. Se prendo un americano, tutti dicono: âMamma mia! Comâè possibile?â Da un anno e sei mesi ho smesso di prenderloâ
Dal punto di vista calcistico, cosa è cambiato da quando sei qui?
âQuando sono arrivato giocavo molto avanzato accanto a Lukaku. Conte cerca sempre di aiutare tutti e spingerci molto ed è stato fondamentale per vincere il campionato lâanno scorso, anche per quello che fa fuori dal campo. Mi ha aiutato molto nel mio ruolo, quasi da seconda punta. Negli ultimi due mesi ho giocato più arretrato accanto a Lobotka e ho ancora occasioni per inserirmi, ma meno, perché dobbiamo costruire il gioco. Mi piace anche questo ruolo, essere un centrocampista che sa fare un poâ di tuttoâ
Guardando a tutto quello che hai fatto â Scudetto, MVP della Serie A, candidatura al Pallone dâOro, qualificazione ai Mondiali con la Scozia â ti sorprende?
âOnestamente non ci penso. Nei momenti buoni e cattivi ho sempre cercato di mantenere equilibrio. Devi credere in te stesso. Se me lo avessero detto quando ho lasciato il Manchester United, avrei detto: âà impossibile, ma non si sa maiâ. Il calcio cambia velocemente. Ho una famiglia fantastica, una fidanzata che mi supporta e qui i compagni sono incredibili. à difficile montarsi la testa. Il calcio non aspetta nessuno. Voglio solo fare del mio meglio per aiutare la Scozia e il Napoliâ
Quanto ti motiva sapere che a fine stagione andrai al Mondiale?
âEra il sogno fin dallâinizio delle qualificazioni. Ora è il momento per la Scozia di cambiare mentalità . Non andare solo per partecipare, ma per competere, superare il girone e giocare bene. Dobbiamo cambiare la narrativa e provare a diventare una delle squadre scozzesi più forti di sempreâ
Hai sempre avuto fiducia in te stesso. Quanto è stato importante questo atteggiamento?
âà fondamentale e dipende dalle persone che hai intorno. I miei amici sono gli stessi da 10-15 anni. La mia famiglia la vedo sempre. Vivo una vita normale. Quando torno a casa parliamo poco di calcio. Quando ti trasferisci in un altro paese devi goderti lâesperienza. Se ti rilassi e segui il flusso giochi meglio anche in campoâ
I tifosi del Napoli ti hanno dato diversi soprannomi: McFratm, McBro, McTerminator, l'Apribottiglie. Ne hai uno preferito?
âAlcuni non li conoscevo, quindi sono nuovi. Ma è bello. I social media aiutano a diffonderli. Mi piacciono tuttiâ
Oltre al campo, hai fatto parlare anche per il tuo stile. Parlaci del tuo amore per gli abiti classici italiani.
âSono fortunato ad avere un sarto qui che mi fa tutto su misura. Ho gambe lunghe e sottili, quindi è difficile trovare pantaloni perfetti. Amo lo stile italiano classico, senza loghi. à elegante, senza tempo. Quando ti vesti così ti senti bene. Mi piace questo look semplice e raffinatoâ
Sei rimasto sorpreso quando hai fatto notizia a Wimbledon lâestate scorsa?
âSì, un poâ. Torno raramente nel Regno Unito, quindi quando mi vedono lì fanno più rumore. Forse lâabito era un poâ troppo per la giornata, ma è quello che indosso!â