Ciro Venerato festeggia 30 anni di calciomercato: dallo scoop Inzaghi a Lippi, con Napoli e Turris nel cuore

Calcio Mercato fonte : di Ciro Venerato
Il giornalista Rai Ciro Venerato alla Domenica SportivaIl giornalista Rai Ciro Venerato alla Domenica Sportiva

Il collega della Rai Ciro Venerato festeggia oggi 30 anni di calciomercato. Tanti scoop e annunci dati in sei lustri, da Filippo Inzaghi al ritorno di Lippi alla Juve

Calciomercato Napoli - Da Cernobbio all’ex hotel Brun. 30 anni di calciomercato. Festeggerò a Milano i miei sei lustri vissuti nel dorato e pazzo mondo delle trattative. Dal 1989 ai giorni nostri tanti scoop, qualche buco (che va messo nel conto), ma mai una bufala (quelle le lascio ai ciarlatani professionisti che abbondano nel settore). ma più   di tutto metto nel  novero del destino il rapporto con la gente. Non posso piacere a tutti (manco il messia ci riusci’) ma so di piacere a tanti.

Per chi tifa Ciro Venerato

Ciro Venerato agli esordi a Tele Torre

Non solo a Napoli, ma in tutto lo stivale. pur avendo sempre professato le mie simpatie calcistiche (Napoli e Turris, lo sanno anche i muri nel mondo del calcio)  ho sempre avuto manifestazioni di grande affetto da tutte le tifoserie. ricetta semplice: dare notizie, senza fare sconti ad amici e nemici. Alla Ssc Napoli e alla Turris non ho mai elargito nulla, pur portandole nel mio cuore di torrese  a meta’. mamma buonanima era figlia di un napoletano del vomero (nonno Vincenzo). debbo proprio a lui la passione azzurra. fu invece merito di Ciro Di Franco (figlio di Ciccio,  magazziniere corallino) la successiva cotta per il rosso corallo: avevo 10 annii.

Ma il primo amore è stato il Napoli, l’azzurro, Beppe Savoldi. conoscerlo anni dopo (grazie agli amici di Canale 34 e Gianluca Vigliotti)  mi diede emozioni infinite. ma sto divagando, torniamo al mercato.

Ci metto piede nel 1989 a villa Erba. incantevole luogo sul ramo del lago di Como. inviato di Tele Torre grazie agli editori Antonio Garofalo e Gianni Smimmero. la mia ex di allora (Anna) mi regalò uno dei primi cellulari in voga. un motorola. Ricordo quei figuri di tanti anni fa. colleghi di elevato lignaggio: Alberto Zardin, Franco Rossi, David Messina, alberto polverosi, il nostro Antonio Corbo (il piu’ bravo per distacco),  l’emergente Carlo Laudisa. un amico leale che ancora oggi mi degna del suo affetto, ricambiato al mille per mille.

Per non dire dei dirigenti. da Corrado Ferlaino (schivo e perbene, competente e tfoso) a Gianni Boniperti (cisalpino con la puzza sotto il naso, gli preferivo il diesse bianconero Morini, bello e brillante), passando per Beltrami, Mazzola, Vitali, Baretti, Previdi e Moggi. Con Luciano nacque  anni dopo un grande feeling. piu’ umano che professionale. difficilmente elargiva scoop (credetemi ndr) al limite ti indirizzava sulla strada giusta. ma spesso e volentieri  tendeva a darti la classica “sola”.

Una volta (2001) gliela rifiai il sottoscritto. Seppi da persone vicine a Lippi  che la Juve avrebbe esonerato Carlo Ancelotti per ripartire da Marcello. Lui nego’ sdegnato. Io non gli credetti  e feci lo scoop del decennio (smentendo Gianni Agnelli: l’avvocato credette a lucianone, io no). la vendetta  dell’ex diggi’ arrivo’ nel 2004.

Seppi da Cesare Prandelli  (un amico caro, un uomo vero)  che la Juve lo aveva bloccato (ando’ a cena a casa del compianto Umberto per definire i dettagli).  Deschamps  disse le stesse cose ad  alcuni colleghi di Tuttosport. Invece Moggi ando’ a pescare Fabio Capello in barba a tutti noi. Lo scoop fu del compianto Giorgio Tosatti (mio maestro alla domenica sportiva. gli saro’ sempre grato. stravedeva per il sottoscritto)  che fu ispiratore della trattativa.

Ma  c’è ovviamente tanto Napoli nel mio  lungo percorso (Tele torre, Il Roma (grazie a Degni, Sasso, Giordano e Coppola), Gazzetta dello Sport, Il giornale (grazie a Xavier Jacobelli),  tivu private, Tele + con Biscardi, italia 1 con Maurizio Mosca (mio fratello maggiore. mi manca in ogni istante della giornata. mi telefonava  a tutte le ore. aveva persino il numero delle mie  varie fidanzate dell’epoca), Rds e poi mamma Rai nel duemila (mi scelse la povera Cinzia Maltese) .

L’annuncio di Mutti e Simoni, gli oltre cento acquisti dati prima della concorrenza (da Contini a Fernandez, passando per Gamberini, Bherami, Higuain (alla ds estate feci la copertina) ecc..), l’addio di Mazzarri, l’arrivo di Sarri (grazie a Mario Giuffredi che mi avviso’ notte  tempo) e tanto altro.

Non fanno testo quelli con Toto Naldi: molti li ispirai direttamente. Marchetti e Colomba, Dionigi e Storari ad esempio.

Ma il primo grande scoop azzurro fu un altro. forse perche fu il primo. meta’ anni 90. Conducevo con successo “Napoli nel cuore” (edito  dagli amici di Napoli tivu’. i fratelli Mazzarella e l’impareggiabile regista Mario Albano. senza omettere il geniale Ernesto Cataldo, comico doc che piaceva da pazzi a Moggi eMosca, imitati benissimo), ed in serata svelai che l’acquisto  di Filippo inzaghi era saltato.

Gigi Pavarese, ex diesse azzurro, era al Tardini in un mercoledi di coppa per prelevarlo  a fine gara. ma  quella sera superpippo fece goal e Tanzi  e Scala cambiarono idea. Ero amico di un dirigente emiliano (in quel periodo giravo lo stivale per conto di rds) dell’ufficio stampa che spifferò’ la dritta giusta al momento giusto. Presi tutti in contropiede.

Ma in questi  30 anni non ci sono solo state gioie pubbliche, ho avuto la fortuna di instaurare rappporti umani eccellenti con tanti addetti ai lavori, sfociati in taluni casi in vera amicizia. penso a Beppe Marotta in primis. conosciuto a Venezia  e frequentato a Bergamo , complice la nostra comune amica giuliana, cuoca provetta. pranzavamo insieme tante volte. con noi il compianto Ivan ruggeri (un galantuomo), Isidoro Fratus, Zanzi  e Alberto Marangon ( oggi pierre della fiorentina). mi propose di seguirlo alla  Samp ( anche Walter Novellino avrebbe gradito) ma amavo troppo il mio lavoro.

Dissi no anche a Fabrizio Lucchesi  un anno prima (la Roma stava cambiando ufficio stampa) e poi  a Toto Naldi nel 2004. ebbi una sola tentazione (lo confesso, non amo le ipocrisie). Giampiero Ventura (altro mio vecchio amico) mi propose a De Laurentiis e Marino, ma non  se ne fece nulla. Ringrazio il fato. avrei fatto una  scelta sbagliata. non sono portato per il lavoro di ufficio, resto un segugio di strada, un cronista in cerca della notizia.

30  anni di mercato, 15  vissuti alla di domenica sportiva. non posso lamentarmi. tanti amici hanno caratterizzato il percorso. il primo talent scout fu Carmine Tascone (noto allenatore campano) che mi presento’ Ariedo Braida  a cernobbio. subito dopo (sempre a villa erba)  Peppino Pavone e Mauro Finiguerra (dirigenti del Foggia di Casillo). poi tanti altri nel corso degli anni. Piero Ausilio, Luca Petrachi, Riccardo Bigon, Fabio Paratici, Alessio Secco, Walter Sabatini, Urbano Cairo, Filippo Fusco,  Ernesto Bronzetti, Claudio Vigorelli, Maurizio Sarri, Marco Giampaolo, Antonio Conte, Alberto Zaccheroni, Cesare Maldini, Dino Zoff, Giorgio Perinetti, Fabio Capello, Sandro Mazzola, Giacinto Facchetti, Eusebio di Francesco, Morgan de Sanctis,  Gigi Simoni, lino Mutti, Walter Novellino, Walter Mazzarri. Ma la lista degli affetti è molto piu’ lunga.  Con Cristiano Giuntoli, conosciuto 5 anni fa, e’ nata un’amicizia figlia del reciproco rispetto dei ruoli. con Arrigo Sacchi qualcosa che va oltre ogni tipo di rapporto. lui e’ il maestro, io un umilissimo allievo.  Sono un sacchiano devoto e deferente. lui, Guardiola e Michels in testa al mio pantheon panchinaro.

La notizia ( e chiudo) piu’ triste la diedi a studio sport su Italia 1. il mancato ritorno di Diego Armando Maradona a Napoli nonostante le pressioni della piazza e del suo ex agente Guillermo Coppola. Avrei pagato di tasca mia pur di riavere Diego al San Paolo. Fui cronista e carnefice di me stesso.

Consentitemi infine  una chiosa personale.  In 30 anni descritti 26 li ho vissuti senza il mio bene piu’ profondo: mamma Clara. scomparsa a soli 47 anni per un ictus nel 1993. spero possa leggere da lassu’ questo articolo. Le debbo tanto. mi ha insegnato  a sorridere e a credere negli altri. Mica poco in un mondo come il nostro.  Infine un consiglio ai colleghi piu’ giovani: mai prendersi troppo sul serio. l’autoironia è l’anticamera dell’intelligenza. e i buchi si danno e si prendono. il mercato è simile alla roulette del destino. basta avere in tasca più fiches degli altri.  

di Ciro Venerato

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