In aula la partita sul fallimento del Bari: i De Laurentiis non mollano

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Autore Dino Viola Giornalista pubblicista · Analista dei dati

Si avvicina un passaggio decisivo per il futuro del Bari. Il 1° ottobre è infatti in programma l'udienza davanti alla quarta sezione del Tribunale civile, chiamata a esaminare la richiesta della Procura di Bari di procedere con la liquidazione giudiziale della società controllata dalla famiglia De Laurentiis e con la nomina di un curatore.

La proprietà del club biancorosso, secondo quanto riportato da Repubblica-Bari, è pronta a opporsi alla richiesta della Procura e ribadisce la volontà di proseguire il proprio progetto sportivo, con l'obiettivo di riportare il Bari in Serie B.

La decisione del tribunale potrebbe avere conseguenze immediate anche sul campionato 2026/27 di Serie C e, parallelamente, sull'inchiesta penale che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del CdA del Napoli e amministratore unico del Bari, indagati per bancarotta.

Il pronunciamento sulla liquidazione giudiziale potrebbe quindi rappresentare un passaggio centrale anche sul fronte penale, considerato che, senza una dichiarazione di fallimento, l'ipotesi di bancarotta contestata perderebbe il presupposto necessario.

Il nodo Filmauro

Al centro della disputa c'è soprattutto la valutazione dell'intervento della controllante Filmauro e delle garanzie offerte per il futuro del Bari.

Secondo la Procura, l'apporto della società non sarebbe sufficiente a garantire la continuità futura del club e, soprattutto, la tutela dei creditori.

La difesa, invece, contesta questa ricostruzione e parla di una situazione di crisi piuttosto che di insolvenza. Nella memoria difensiva viene valorizzata in particolare la rinuncia a 15 milioni di euro di crediti e la disponibilità a mettere a disposizione ulteriori risorse finanziarie.

Per la difesa, quanto messo in campo dalla proprietà, come certificato dal bilancio approvato alla fine di agosto e accompagnato dalla perizia di Elbano De Nuccio, rappresenterebbe «la garanzia del mantenimento dell'integrità patrimoniale».

Gli investimenti sul mercato e l'obiettivo Serie B

Tra gli elementi portati dalla società a sostegno della propria posizione ci sono anche gli investimenti effettuati per costruire la rosa della stagione in corso.

La memoria difensiva parla di «950mila euro per allestire una squadra in grado di conseguire tempestivamente il ritorno in B».

La società sottolinea inoltre che i nuovi tesseramenti sono stati effettuati attraverso fideiussioni di Unicredit e richiama anche il via libera della Figc all'iscrizione al campionato.

Secondo quanto riportato nella documentazione difensiva, la Covisoc avrebbe verificato «il rispetto dei criteri legali, economico-finanziari, infrastrutturali organizzativi e sportivi, richiesti per il rilascio della licenza».

Elementi che, nella ricostruzione della proprietà, rappresenterebbero segnali di continuità e di capacità di proseguire l'attività sportiva.

La valutazione del marchio Bari

Un altro elemento inserito nel quadro difensivo riguarda il valore del marchio Bari. La società ha commissionato una stima che, sulla base dei possibili scenari futuri, avrebbe collocato il valore del brand tra 4,8 e 6,5 milioni di euro.

La difesa ha inoltre evidenziato una perdita d'esercizio di circa 5 milioni, sostenendo che si tratti di una cifra inferiore rispetto alla media delle perdite registrate da società dello stesso livello.

La Procura, però, mantiene una posizione diversa.

Il fatto che le società calcistiche siano «strutturalmente in perdita», secondo l'impostazione dei pm, non sarebbe sufficiente a escludere una situazione di insolvenza nel caso specifico del Bari.

I 7,8 milioni versati da Filmauro

Un altro punto della controversia riguarda i 7,8 milioni di euro immessi da Filmauro nelle casse del club, evitando così la necessità di una ricapitalizzazione.

Anche su questo aspetto le parti arrivano a conclusioni differenti.

Per la Procura, il versamento dimostrerebbe semplicemente che «ha un socio che ha pagato», ma non sarebbe di per sé sufficiente a dimostrare che il Bari abbia una concreta capacità di far fronte ai propri obblighi.

La difesa, al contrario, considera gli interventi della controllante come una dimostrazione dell'impegno della proprietà nel garantire la continuità del club.

Ora la parola passa al Tribunale civile. La decisione sulla liquidazione giudiziale sarà destinata ad avere conseguenze non soltanto sul futuro societario del Bari e sul suo percorso nel campionato di Serie C, ma anche sul procedimento penale che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis.

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