Napoli Basketball, Repesa: "Jakimovski resterà fuori per un po'. Orgoglioso di allenare un gruppo così, è troppo presto per parlare di quanto potremo essere protagonisti"
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Terzo successo del Napoli Basketball in campionato. Gli azzurri di coach Repesa superano in trasferta Cantù con il punteggio di 80-99 e guidano la classifica a punteggio pieno. Il miglior realizzatore degli azzurri è proprio Ramsey, 19 per lui. In doppia cifra anche Dowtin Jr., White, Brown e Seljaas.
Coach Jasmin Repesa, al termine della vittoria del Napoli Basketball contro Cantù per 80-99, ha commentato così la prestazione degli azzurri in conferenza stampa.
Che partita è stata?
«La cosa più importante era vincere, in una situazione sicuramente non facile. Dopo due sconfitte, Cantù aveva preparato tutto per provare a conquistare la partita. Per noi, inoltre, era importante ritrovare le energie fisiche e mentali per continuare a giocare il nostro basket, considerando che scendiamo in campo ogni tre giorni.
Non abbiamo disputato una grande partita, ma abbiamo mantenuto un ritmo che, secondo me, in questo momento Cantù fatica a sostenere. La domanda era capire in quale momento i nostri avversari non sarebbero più riusciti a seguirci: è successo alla fine del terzo quarto, quando abbiamo messo insieme due o tre buone difese consecutive, trasformandole in contropiede. Quando siamo andati sul +10, la partita si è praticamente chiusa.
Faccio un grande in bocca al lupo a Cantù per la prossima partita. È una buona squadra, con uno staff tecnico di ottimo livello, e sicuramente serve tempo per sistemare tutte le cose. Noi, invece, dobbiamo già concentrarci sul prossimo avversario, lo Slask Wroc?aw. Resteremo qui a Desio e domani partiremo per la Polonia».
Napoli ha conquistato cinque vittorie consecutive tra campionato ed EuroCup, nonostante i numerosi impegni e le assenze. Come sta riuscendo a gestire il gruppo e a mantenere un ritmo così alto?
«La chiave è la disponibilità dei giocatori e il fatto che tutti credano in quello che stiamo facendo. Questo è sempre l'elemento fondamentale. In poco tempo abbiamo costruito qualcosa di importante: abbiamo una squadra nuova, ma un gruppo straordinario, molto unito, che gioca insieme sia in attacco sia in difesa. Questa è la nostra forza.
Non è facile, soprattutto perché abbiamo dovuto trovare una buona chimica anche senza Ramsey e Totè. Inserire un giocatore ad alto utilizzo come Ramsey, come lo definiscono gli americani, non è semplice, perché inevitabilmente cambia gli equilibri. Per fortuna, lui ci ha ascoltato e si è inserito in maniera davvero straordinaria in un gruppo che aveva già trovato la propria identità.
Questi piccoli contrattempi non ci aiutano, perché siamo costretti a cambiare spesso gli equilibri e le rotazioni, inserendo un giocatore e togliendone un altro. Ma quando c'è un gruppo vero, si riesce a mettere tutto da parte e ad andare avanti. E soprattutto si dà la possibilità a chiunque di diventare protagonista».
Ramsey è rientrato con 19 punti, risultando il miglior realizzatore del Napoli. In vista dei prossimi impegni, a partire dalla sfida con l'Olimpia Milano, questa squadra può già ambire alle primissime posizioni in classifica?
«È troppo presto per parlarne. Non vorrei soffermarmi sui singoli, perché per me la cosa più importante è giocare da squadra. Poi dipende dall'avversario, dalla sua tattica e da quello che ci permette di fare: a seconda delle situazioni, può diventare protagonista un lungo, un esterno o un altro giocatore. Bisogna saper leggere la partita e giocare insieme.
Sono orgoglioso di allenare un gruppo come questo, che mi ascolta, mi segue e riesce a pareggiare la mia energia in campo. Questo è fondamentale, perché ho 65 anni e non posso avere più energia di tutti i miei giocatori!
Al momento, i nostri obiettivi sono dare il massimo, con il 100% delle energie fisiche e mentali, in ogni partita, restando concentrati sul nostro lavoro. Questa è la vera chiave. Tutto il resto viene di conseguenza.
È troppo presto per parlare di quanto potremo essere protagonisti. Ci siamo posti due obiettivi fondamentali: il primo è dare sempre il massimo, indipendentemente dall'avversario e dal fatto che sulla carta sia più o meno forte di noi; il secondo è essere più squadra degli altri. Sono le basi per un gruppo che vuole crescere insieme».
Come sta Jakimovski? E quali sono, secondo lei, i margini di miglioramento di questa squadra?
«Sicuramente Jakimovski non sta bene e resterà fuori dalla squadra per un periodo. La durata dell'assenza dipenderà dalle valutazioni dello staff medico e, soprattutto, da come procederà il suo recupero. È ancora tutto da vedere.
Per quanto riguarda i margini di miglioramento, credo che un vero professionista e un gruppo autentico non debbano guardare all'età o al momento della stagione. Bisogna dare tutto e vivere il basket in maniera straordinaria, lavorando per migliorarsi ogni singolo giorno e in ogni partita.
Naturalmente, ogni avversario ti concede alcune opportunità e te ne toglie altre, ma i nostri obiettivi devono rimanere questi. Quando si crede davvero in questa idea, si può crescere individualmente.
Noi lavoriamo tantissimo, anche sul piano individuale, attraverso programmi specifici che portiamo avanti ogni giorno, oltre alla preparazione delle partite, che arrivano ogni tre giorni. Con questo approccio, ogni giocatore può e deve migliorare, mentre crescono contemporaneamente i singoli e la squadra. È un processo naturale».
Il Napoli Basketball tornerà in campo mercoledì 14 ottobre alle 19:00 in Polonia contro lo Slask Wroclaw per la terza giornata di EuroCup. Domenica, alle ore 12:00, all’Alcott Arena arriverà l’Olimpia Milano per il quarto turno di Serie A.
