Ultime notizie SSC Napoli - Guglielmo Caruso, capitano e centro della Guerri Napoli Basket, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport.
Alla prima di Repesa sulla panchina azzurra sono infatti arrivati il successo scaccia crisi 88-71 su Treviso e la doppia doppia del lungo nato a ridosso del Vesuvio che ha chiuso con 13 punti e 14 rimbalzi.Â
«à una persona particolare coach Repesa, lo definirei, visto che siamo a Napoli, un vulcano. Ci ha messi sotto, ci tiene sul filo, sempre concentrati andando a studiare ogni dettaglio. La storia che ha alle spalle parla da sola. Ha vinto, costruito giocatori, fatto felici tifosi di piazze importanti. Con lui possiamo solo crescere, ora e nella prossima stagione».Â
Allora è passata âa nuttata?Â
«Non è certo andata come ci aspettavamo, questo è chiaro a tutti. Per tanti motivi non siamo mai riusciti a trovare ritmo ed assetto giusto in un campionato equilibrato e dai grandi valori. Abbiamo sprecato delle occasioni facendo errori nei momenti decisivi di alcune gare, cambiato giocatori ed alla fine anche il coach. à stata una stagione complessa che possiamo portare al termine regalando dei sorrisi ai nostri tifosi».Â
E gettare le basi per la prossima?Â
«Chiaro che certi errori non andranno ripetuti. La nuova proprietà ha le idee chiare ed è ambiziosa. Vuole portare Napoli in alto in Italia ed in Europa. Non è un caso che sia stato qualche approccio con i vertici dellâEurolega, anche pensando al nuovo Palazzo dello Sport. Insomma câè fermento. Noi in campo dobbiamo pensare a dare il massimo per chiudere questo campionato nel migliore dei modi».Â
Lei ha faticato tanto, come mai?Â
«La squadra non ha girato come si pensava e io ho dovuto togliere un poâ di ruggine dagli ingranaggi. Ma non ho nessun rimpianto. Ho messo sempre lâinteresse della squadra, del gruppo davanti a qualsiasi pretesa personale. Gioco da lungo ed è inevitabile che per il mio ruolo devo adeguarmi a ciò che gli esterni fanno e quanto producono. Lâarrivo in corsa di Leo Totè mi ha certamente giovato. Siamo due lunghi con caratteristiche simili».Â
Lei, nato a Napoli, capitano nella squadra della sua città .Â
«à il sogno che avevo da bambino che alla fine si è trasformato in realtà . Calcare i campi della serie A, farlo con i colori che porto da sempre nel cuore ed ora, dopo che Stefano Gentile è andato via, anche con i gradi. Questa è unâulteriore responsabilità che mi sono caricato con piacere e senso del dovere. Anche nei confronti dei tifosi. Loro ci sono sempre stati vicini. Quando non lo abbiamo meritato si sono fatti sentire, non posso dar loro torto. Ma so quanto amore hanno per la nostra squadra».Â