Turnover prevenuto, l'ansia da prestazione di Mertens e la spia rossa che sorprende l'ottimista Sarri

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Se tre indizi fanno una prova nell'ambiente Napoli devono cominciare a farsi un paio di domande. Perchè se è vero che la squadra c'è, il gruppo è coeso e l'ambiente sta con i giocatori, c'è qualcosa che sta venendo meno nelle ultime uscite azzurre. 
Perchè appellarsi alla sfortuna ci sta, ma ricordarsi ogni tanto che la buona sorte sorride agli audaci, potrebbe aiutare ad uscire da un cosiddetto 'momento no'. 

Una bozza di variante tattica da parte di Sarri si è vista negli ultimi minuti contro il Milan. Per la prima volta (dal cambio di modulo), Manolo Gabbiadini è stato affiancato a Gonzalo Higuain. Roba che non si vedeva da quell'ormai lontano 4-3-1-2. 

Chi ha giocato sempre è stanco, e chi non lo ha fatto non riesce ad incidere. Perchè Mertens ne ha steccata più di una e ormai non può essere più una coincidenza. Ieri sembrava una trottola impazzita che rincorreva gli avversari. Atteggiamento di chi deve dimostrare tutto in pochi minuti. Atteggiamento di chi ha poco tempo per incidere nell'economia di una partita. Eppure l'Insigne di queste ultime gare non sembra il cecchino di un mese fa. Del tutto giustificato, visto il minutaggio accumulato, ma un turnover applicato per competizioni evidentemente non paga. Perchè nonostante i ricambi in Europa League, quelli del campionato sono stanchi. Forse cominciare a pensare di far ruotare i vari elementi a seconda della forma fisica potrebbe far sentire davvero tutti gli elementi al centro di un progetto comune. 

C'era da aspettarselo, senza dubbio. Febbraio-marzo era da mesi quel periodo-verità che avrebbe dato risposte sulla reale dimensione di questa squadra. Ma se lasciamo un attimo da parte la componente cu*** che ha tirato in ballo Sarri nel post partita di Napoli Milan, ci accorgiamo che qualcosa, numeri alla mano, è cambiato.

Quella macchina da guerra di gol è evidentemente un po' a corto di benzina. Un solo gol segnato nelle ultime tre partite. Ma non sono solo le reti realizzate a far suscitare qualche preoccupazione, ma anche il numero di occasioni create. C'è da prendere atto di una cosa però. Anche quelle che sono considerate grandi, contro il Napoli, giocano da piccole. Ciò vuol dire che Sarri deve ritrovare quella quadra che gli ha concesso di rifilare manite a destra e a manca. Perchè checché se ne dica, i campionati in Italia non si vincono con le goleade. L'imperativo non è ritrovare, dunque, i tre gol a partita ma il cinismo che ti consente di vincerle anche per 1-0. 

E allora come sempre la bacchetta passa al direttore d'orchestra. Quel Maurizio Sarri che fino ad oggi ha guidato la sua creatura a ben figurare su qualsiasi palcoscenico avrà davanti a sé solo una nuova sfida, una di quelle che può decidere tra un primo ed un secondo posto, praticamente senza troppe pressioni...

@LeonardoVivard

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