Gli inizi della sua esperienza da allenatore non facevano ben sperare. Le esperienze a Valladolid (2 vittorie in 24 incontri) e Osasuna (1 sola vittoria in 9 incontri) potevano far pensare ad una carriera di basso profilo per il nuovo allenatore del Napoli, Rafa Benitez. Da questo momento in poi il giovane Rafa decise di prendersi una pausa, mettersi sui libri e studiare calcio. Tra i suoi grandi ispiratori c'è Arrigo Sacchi, senza però trarre dal tecnico italiano l'esasperato tatticismo. Studiò la tattiche di Wenger e Sir Ferguson, artefici di veri e propri miracoli calcistici con Arsenal e Manchester United. Ci mise impegno Rafa, non lasciò niente al caso. Ore ed ore di video visti e rivisti per dimostrare di essere all'altezza del calcio che conta. I frutti dei suoi sacrifici non tardano ad arrivare. Prima la panchina del Tenerife, poi il Valencia e il Liverpool con cui conquisterà il tetto d'Europa. Questo è molto altro è scritto nella biografia del tecnico nato a Madrid intitolata "Semplicemente Rafa: Benitez, lo special two" uscita nel 2010 quando Rafa occupava la panchina dell'Inter reduce dallo sorico triplete targato Mou. Erede ed antitesi dello special one, Rafa non ha proprio nulla a che fare con il suo predecessore. Tranquillo e sempre pacato nelle sue dichiarazioni, rivale di tutti ma nemico di nessuno, "amico" dei direttori di gara e dei suoi giocatori. Perché Rafa è persona acuta ed estremamente intelligente: cura del dettaglio e psicologia, questa la ricetta del successo di casa Benitez, mentre l’altro, Mou, non fa prigionieri. Dice Benitez: “Mi chiedete se in panchina porterò mai le manette? No, ve lo posso garantire. Io porto gli occhiali, altrimenti dalla panchina non riesco a vedere proprio nulla. In campo dovremmo dare tutti una mano gli arbitri”. Lui, Rafa, lo Special Two, non infilza, puntella. Moratti vende Balotelli e compra un paio di promesse dal futuro incerto? Rafa fa spallucce, abbozza un sorriso, e promette di fare bene con l’organico che la società gli ha messo a disposizione. L’altro, Mou, lo Special One, vuole il meglio. Sempre e subito. Per Grobbelaar, portiere icona del Liverpool dei trionfi, “Benitez è uno degli allenatori più noiosi che conosca. Sono davvero dispiaciuto per i tifosi dell’Inter”. Parole di sincera stima quelle di Gigi Simoni, al quale spesso è stato accostato lo Special Two per modi e garbo. “Benitez sa farsi volere bene e ha un bel modo di rapportarsi agli altri. Giocatori compresi. E’ il più grande acquisto di Moratti nel dopo Mourinho". Celebri le sue parole citate nel libro, con cui diede il suo addio al Liverpool: "You'll never wolk alone". Parole tratte dal testo della canzone de "Gerry and the Pacemakers" che da quel momento in poi divenne l'inno ufficiale del club cantato a squarciagola dai tifosi dei Reds prime e dopo ogni partita. Un addio strappa lacrime. Anche in questo Rafa è un maestro. Per adesso altro che addio. Bienvenido Special Two y mucha, muchisima suerte. Nàpoles te espera en su brazos.
Alessandro Marrazzo