di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
Aurelio De Laurentiis, da quando è presidente del Napoli, è stato in grado di sfruttare al massimo la sua bravura negli affari: si è affidato agli uomini giusti per risalire nel giro di tre anni dagli inferi della Serie C all'Intertoto e all'Europa. E' stato bravo, ma soprattutto fortunato, ad approfittare dei passaggi a vuoto delle squadre romane e milanesi per issarsi alle spalle della Juventus. E' stato fortunato nel ritrovarsi a gestire plusvalenze che in Europa sognano tutti, ma su alcune cose pecca ancora totalmente.Il lungo discorso fatto qualche giorno fa, quello del contratto annuale o quinquennale a Benitez, quello degli investimenti sul mercato a patto di centrare la Champions, quello della fiera del cretino alla quale non è abbonato...si è dimenticato un passaggio fondamentale, il presidente del Napoli. Quali sono i programmi della società sul centro sportivo? Possibile che il Napoli rimanga ancora in una Castelvolturno in affitto, dotata di tre campi e delimitata da vincoli paesaggistici che impediscono qualsiasi specie di lavoro esterno alla sede?
Il paradosso di De Laurentiis, e del Napoli, diventa ancora più evidente se andiamo a dare uno sguardo al ranking UEFA stagionale: il Napoli è ottavo, e nella top-ten è l'unica società che non è proprietaria di un centro sportivo. Il Barcellona ha la Ciutat Esportiva Joan Gamper, il Real Madrid ha Valdebebas, il Bayern Monaco ha 80mila metri quadrati a disposizione, la Juventus ha Vinovo, il Porto ha il CTFD PortoGaia, l'Atletico Madrid ha la Ciudad Deportiva de Majadahonda, il Siviglia ha la Ciudad Deportiva, il Chelsea ha Cobham, la Fiorentina ha Campini. Il Napoli ha Castelvolturno, ma in affitto. Eppure una società, se vuole definirsi davvero grande, dovrebbe avere qualche immobile di proprietà. Non basta affidarsi semplicemente alla fortuna e alle promesse...
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