Napoli-Milan infiamma il lunedì di Pasquetta, una sfida ad alta quota che ha risvolti anche economico-finanziari. Sì, perché l'obiettivo secondo posto (sognando lo Scudetto) non è soltanto una medaglia al petto per Conte-Allegri.
Ebbene sì, il piazzamento finale in classifica Serie A non è importante solamente da un punto di vista del risultato sportivo: ne consegue anche un diverso ricavo economico per il club. Napoli e Milan si sfidano al Maradona per contendersi l'attuale secondo posto in classifica in Italia. E se arrivare tra le prime quattro in Serie A garantisce l’accesso alla Champions League, non tutte le posizioni valgono allo stesso modo: tra 2º e 3º posto, infatti, esiste una differenza economica reale, anche se meno evidente rispetto al passato, sicuramente meno netto rispetto all'essere o meno in Champions League. Che è l'obiettivo minimo di Napoli e Milan, in ogni caso.
Analizzando le differenze sportive, possiamo evidenziare tre principali voci:
Partiamo dalla prima voce, diritti TV e montepremi Serie A.
La Serie A distribuisce circa 900 milioni di euro annui ai club, con una quota legata alla posizione finale pari a circa 100 milioni complessivi (≈11%). Considerando i dati ufficiali della stagione 2024/25, ecco quanto valgono secondo e terzo posto (valori stimati):
C'è quindi una prima differenza di circa 1,9 milioni di euro da considerare, relativamente alla classifica finale 2025/26. Va però aggiunto che una piccola quota dei diritti TV è legata anche ai risultati sportivi recenti (ranking pluriennale), quindi arrivare secondi può influire leggermente anche sui ricavi futuri. L'impatto realistico è di circa 2-3 milioni di euro, che sommati ai 1,9 milioni di euro fanno una prima differenza di 4-5 milioni complessivi.

La seconda voce riguarda la Supercoppa italiana. In attesa di definire la prossima edizione (se tornerà a due squadre, con le vincenti di Serie A e Coppa Italia o se resterà l'attuale format), negli ultimi anni il secondo posto ha garantito anche l’accesso alla Supercoppa Italiana allargata. Con una partecipazione minima che vale 2,4 milioni di euro (valore dell'edizione 2025), fino a 9,5 milioni di euro in casi di vittoria (come il Napoli a Riad).
Siamo già ad una stima minima di 6,4 milioni al minimo o di 14,5 milioni di euro al massimo per chi arriva al secondo posto e vince la Supercoppa italiana.
La terza voce riguarda il cammino in Champions League: cosa cambia? Nella nuova formula, per l'accesso non cambia nulla fra la seconda e la terza classificata in Serie A. Le due società entrano direttamente e ricevono stesso bonus di partecipazione. Ma esiste una differenza indiretta, perché il “value pillar” UEFA (ex market pool + ranking) premia anche la storia europea e l'appeal televisivo. Ma è difficile fare una stima.
Insomma, Napoli-Milan vale il secondo posto (anche se il campionato è ancora lungo), ma quanto vale il secondo posto? Circa 1,9 milioni di euro di differenza per premi Serie A legati alla classifica, circa 1 milione di diritti tv in diretti e circa 2,4 milioni di euro minimi dalla partecipazione alla Supercoppa italiana. Con un valore totale stimato di differenza di circa 5,3 milioni di euro al minimo, ma che possono arrivare a 12,4 milioni (con un cammino florido in Supercoppa italiana).
