Lucca aspetta un'occasione dal 1': perché la media di 16' a partita non può bastare per riscattarsi, nel corpo e nella mente
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Lorenzo Lucca non ha ancora mai giocato da titolare: i numeri e le difficoltà di inizio stagione, ma con la fiducia di Allegri
Fra i calciatori più in difficoltà nel Napoli di Allegri di quest'inizio di stagione c'è certamente Lorenzo Lucca. L'attaccante italiano ex Udinese (ne fece 12, di gol in Serie A lì nella stagione 24/25) è sempre subentrato, finora, nelle sei gare d'inizio annata.
Lucca: minuti e fiducia che mancano
Ma Lorenzo Lucca non ha mai ancora avuto una chance da titolare. E dopo la sosta, il tour de force di 9 gare in un mese (Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodo, Roma, Monza, Juve, Porto e Lazio) obbligherà Max Allegri ad un turnover che dovrà coinvolgere anche la punta italiana, nell'alternanza con Hojlund.

Negli occhi dei tifosi durante la sosta c'è certamente quel posizionamento strambo nell'area di rigore della Fiorentina sulla giocata di Favasuli: esempio perfetto di un calciatore che cerca in tutti i modi di recuperare terreno, mettersi in mostra in quei pochi minuti a disposizione, di chi cerca di strafare, di chi è però in palese difficoltà psicologica. A proposito del minutaggio, infatti, Lorenzo Lucca ha giocato in tutt'e 6 le gare, sì, anche quando il Napoli era in svantaggio e doveva recuperare la gare (dimostrando che comunque la fiducia del tecnico c'è) ma pur sempre spezzoni: l'attaccante italiano ha collezionato infatti solo 100' in 6 gare, la media di 16,7' a gara.
Come può un attaccante in difficoltà di realizzazione (e per ora non in fiducia) a riscattarsi giocando soli 16 minuti a partita? Spesso a partite ormai compromesse. Non è certo un tentativo di trovare attenuanti, sia chiaro, ma gettare la croce su Lucca in questo momento - unica alternativa ad Hojlund - non ha alcun senso, oltre a mandare in crisi il calciatore. Che quando subentra prova ad ogni costo a fare qualcosa di buono. Perché in fondo Allegri ha speso sempre ottime parole per il ragazzo.
Dopo il Bologna, ad esempio: "È entrato molto bene, sono molto contento. Doveva gestire meglio l’ultima palla, doveva tagliare dentro e si poteva andare a fare il 2-0. Sono cose che vanno migliorate, ma sono molto contento perché è entrato bene sia con l’Arsenal che oggi.E’ entrato bene stasera, anche contro l’Arsenal. C’è bisogno di star sereni, soprattutto i giovani devono lavorare per migliorare. Giocatore bravo che può migliorare, ma a livello mentale c'è bisogno di fiducia", oppure dopo Firenze: "Lucca è entrato bene. Serve avere fiducia, si deve lavorare sui nostri limiti per fare cose buone".

Adesso c'è la sosta per mettere fiducia e benzina nelle gambe, magari sfruttando le amichevoli (Avellino e magari un test con la Primavera per tenere alto il ritmo) per trovare gol e fiducia. Un po' come quando in estate è stato il capocannoniere dei ritiri, coi 3 gol segnati ad Osasuna e Aris Salonicco (doppietta nel 6-2).
Gli errori restano, sia chiaro: la complicità nel 2-2 dell'Inter, il contropiede col Bologna e quella brutta immagine nel finale con la Fiorentina. Ma in un contesto dove molti non stanno rendendo come potrebbero (o forse dovrebbero), è difficile emergere se si è già continuamente alla ricerca della partita del riscatto, della partita che convinca club, tifosi e allenatore. Non ci resta che aspettare una-due chances dal primo minuto.

