Normalmente le partitelle in famiglia si disputano durante le sessioni di allenamento, quando metti da una parte e dallâaltra i giocatori divisi per ruolo. Il Napoli potrebbe farlo con la divisione tra sani e non sani. Perchè di acciaccati ed infortunati ce ne sono una marea tra le fila degli uomini di Allegri. Che potrà avere anche responsabilità in una proposta di gioco non eccelsa, ma non può non essere inficiata dallâenorme mole di assenti.
Mettendo da una parte coloro che non sono al top, lo schieramento di un calciotto che ne esce è la seguente: Di Lorenzo, Buongiorno, Badiashile, Olivera, Favasuli, Spinazzola, Alisson Santos, Neres. Aggiungendoci De Bruyne con una botta alla caviglia, più Milinkovic-Savic ed Hojlund alle prese con un allenamento indifferenziato a seguito di leggeri contrattempi di natura muscolare ed influenzale.
Tutto questo per dire che al Napoli mancano due centrali (tre con Marianucci fuori dalla lista UEFA) tutti e quattro i terzini, quindi lâidea tattica con il Porto va sicuramente rivista, avendo a disposizione tre-difensori-tre. Sam Beukema, Amir Rrahmani, Rafa Marin. Quindi, chi gioca? Si potrebbe pensare ad un 3-4-2-1, con il rischio di non avere cambi tra i centrali se non giovani inseriti in Lista B UEFA (ad esempio il 2008 Claudio Lieto, in panchina contro la Juventus).
E sulle fasce? A fare i âquintiâ si può pensare innanzitutto a Matteo Politano, unâora in campo allo Stadium, sulla fascia destra. E a sinistra? A Castel di Sangro in qualche frangente fu provato Noa Lang, ma lâidea non è stata quasi mai riproposta sebbene lâolandese abbia dimostrato di sapersi, allâoccorrenza, sacrificare tatticamente. Bisogna fare di necessità virtù, in attesa che tornino mano a mano gli infortunati.